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Olismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Olismo (dal greco όλος, cioè "la totalità") è una posizione filosofica basata sull'idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato "olistico", per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l'organismo biologico, perché un essere vivente, in quanto tale, va considerato sempre come un'unità-totalità non esprimibile con l'insieme delle parti che lo costituiscono. Ma anche una macchina, in molti casi, non essendo esprimibile come una sommatoria funzionale delle sue parti, deve essere considerata olistica. Di un oggetto che vola, che resta e si muove per aria com'è un aeroplano, ad esempio, è difficile dire che funzioni come "somma dei suoi componenti". Esso infatti, come sommatoria funzionale delle sue parti, non sarebbe identificabile con un "oggetto che vola".

La parola, insieme all'aggettivo olistico, è stata coniata negli anni venti da Jan Smuts (1870-1950) uomo politico, intellettuale e filosofo sudafricano, autore di Holism and Evolution ("Olismo ed evoluzione") del 1926. Essendo Smuts un convinto evoluzionista, l'olismo è secondo lui anche esprimibile come il frutto strutturale di un' "evoluzione emergente", dove la complessità strutturale che ne deriva in un ente non è riducibile ai suoi aggregati. Secondo l'Oxford English Dictionary, Smuts ha definito l'olismo come «...la tendenza, in natura, a formare interi che sono più grandi della somma delle parti attraverso l'evoluzione creativa».

L'olismo, esprimibile anche come non-riduzionismo, è a volte descritto come l'opposto del riduzionismo, nonostante i sostenitori del riduzionismo scientifico affermino che sia più giusto considerarlo l'opposto del riduzionismo sfrenato. Può anche essere considerato opposto all'atomismo, per quanto l'uno non escluda affatto l'altro. Gli atomi, infatti, come elementi-base del complesso, non escludono affatto che l'assemblato possegga prestazioni superiori alla somma delle proprietà degli assemblati. Ma quando l'assemblato non esista più in quanto tale sono gli assemblati a riprendere esistenza autonoma ed essere nuovamente disponibili per nuovi assemblaggi "emergenti".

La dicotomia concettuale olismo/atomismo è pretestuosa e filosoficamente priva di fondamento, trattandosi semplicemente di "livelli differenti" di aggregazione della materia. Una materia che allo stato elementare (particelle fermioniche e bosoniche) ha certe proprietà che non sono più quelle dei "complessi" che le particelle elementari formano, dapprima a livello di atomi, poi di molecole, poi di macromolecole, e infine di "corpi complessi" e macroscopici come sono gli esseri viventi.

Indice

I precursori

Per quanto l'olismo nasca in Occidente soltanto nel XVII secolo con il panteismo di Spinoza, esso fonda le filosofie orientali sin dal XIII secolo a.C. Le filosofie-teologie indiane sono infatti tutte olistiche, e l'olismo è uno degli elementi di base di tutta la speculazione orientale, quale si ritrova anche in Cina nel Taoismo, che si origina nel VI secolo a.C. circa. Quindi, la sua identificazione e definizione ha luogo in Occidente con grande ritardo, solamente dal XX secolo, basandosi su una tradizione che è riferibile soltanto al Neoplatonismo (III-VI secolo) e in particolare in Plotino (III secolo). Tradizione assai debole quindi nel mondo giudaico-cristiano, se si esclude, appunto, Baruch Spinoza e prima di lui Giordano Bruno. Spinoza con un'originalissima interpretazione della Bibbia si oppone al dualismo cartesiano con il suo panenteismo (Dio è il Tutto). Più tardi, in qualche misura, anche Johann Wolfgang von Goethe che raccoglieva suggestioni mistico-olistiche del pensiero tardo-medievale può essere considerato un olista. Egli traduce infatti nella sua teoria dei colori, dove la luce bianca (come sommatoria dei differenti colori dell'iride) non sarebbe considerabile come mera somma delle frequenze elettromagnetiche dei suoi componenti, un concetto olistico che il Romanticismo tende a rivitalizzare.

Tipi di olismo

Essendo un approccio generale o forma di pensiero, l'olismo si può applicare a molte discipline. L'olismo ontologico, ad esempio, sostiene che la realtà è fondamentalmente fatta di interi. L'olismo confermativo nella filosofia della scienza, d'altro canto, significa semplicemente che le teorie scientifiche dovrebbero essere confermate o confutate nella loro interezza, piuttosto che in singoli aspetti (si veda la Tesi di Duhem-Quine). Altre forme di olismo includono l'olismo sociale, metodologico, etico, semantico, di significato e tipologico. Quanto al cosiddetto olismo originario, si tratta di una scienza dei cicli e le sue più grandi applicazioni si hanno proprio nelle pratiche orientali come l'agopuntura (da S.Campagna, Il popolo degli specchi, Zona Editrice, settembre 2008)

Olismo in fisica

In fisica quantistica, i fenomeni sembrano nascere solo all'interno di sistemi e non possono essere spiegati esclusivamente come interazione delle singole parti del sistema. Per alcuni osservatori, questo indica che è necessario un approccio non-riduzionista. L'interpretazione della meccanica quantistica di David Bohm vede l'universo come un ologramma in movimento, che egli chiama olomovimento. Un'altra interpretazione è il principio olografico per cui un universo a 4 dimensioni può essere visto come un ologramma in cinque. Ad ogni modo, sia la meccanica quantistica che la relatività generale sono teorie non-riduzioniste, in quanto comprendono relazioni non-lineari tra le parti. Il contributo maggiore arriva però dalla nascita della teoria del caos, dalla quale deriva la più moderna e generale teoria della complessità. Base fondante di questa teoria è che esistano alcune proprietà emergenti non identificabili nel singolo costituente di un sistema ma derivanti dall'interazione dei costituenti stessi. La concezione olistica del mondo trova consistenza nel fatto che ogni interazione tra sistemi fisici porta ad uno stato entangled che implica una perdita di identità dei sistemi interagenti.L'universo è un "unbroken whole" le cui parti non hanno più un'identità.

Olismo ontologico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Sistemi complessi e Ecologia.

Nell'opera Il fantasma nel sistema, Arthur Koestler ha teorizzato che l'esistenza consiste in una vasta gerarchia di sottoinsiemi, detti oloni, che egli chiama olarchia. I tipi di insiemi costituiscono i livelli di organizzazione del sistema. Questi livelli includono, ad esempio, quark, protoni, atomi, molecole, organelli, cellule, tessuti, organismi, popolazioni. Quindi, un vasto organismo su larga scala come la biosfera non può essere compreso solo studiandone gli elementi, ma deve essere visto come un'entità a sé e studiato attraverso i differenti livelli gerarchici, considerando le relazioni tra i diversi elementi. Alcuni paragonano l'ontologia di Koestler alla Grande Catena dell'Essere.

Il filosofo Ken Wilber ha approfondito notevolmente la teoria di Koestler. Secondo lui "ci sono infinite tartarughe in alto e in basso", per dire che le gerarchie di sottoinsiemi continuano nell'infinitamente grande e nell'infinitamente piccolo. Nel suo libro Sesso, Ecologia, Spiritualità, Wilber definisce 20 caratteristiche che tutti gli oloni hanno in comune. Queste includono le proprietà di autotrascendenza, autodissoluzione, e, a vari gradi, coscienza. Il pensiero dei sistemi è strettamente correlato all'olismo ontologico. Secondo la teoria dei sistemi, i fenomeni come la vita, la mente e la coscienza sorgono solo all'interno di sistemi. Questo significa che non possono essere spiegati soltanto dallo studio delle cellule, degli atomi o delle particelle subatomiche, così come il sistema circolatorio non può essere spiegato solo in riferimento alle cellule del sangue o alle cellule muscolari.

Olismo semantico

La dottrina filosofica che discute delle condizioni metafisicamente necessarie per cui qualche cosa abbia un significato o un contenuto.

Olismo del contenuto

La dottrina che sostiene che le proprietà quali "avere un contenuto" sono olistiche, nel senso che nessuna espressione in un linguaggio può possederle a meno che molte altre (non sinonimi di questa) la posseggano.

Olismo antropologico

La dottrina che sostiene vi sia una connessione interna tra la proprietà "essere un simbolo" e il fatto di giocare un ruolo in un sistema di convenzioni, pratiche, rituali ecc. di tipo non linguistico.

Si può anche ipotizzare la condizione opposta: proprio "l'essere un simbolo" impedisce di giocare un ruolo effettivo nel sistema di convenzioni, poiché altrimenti quel simbolo apparterebbe alla stessa gerarchia logica dell'intero.

Olismo delle traduzioni

La posizione di chi sostiene che proprietà come "avere lo stesso significato di una formula nel linguaggio X" sono proprietà olistiche.

Olismo tipologico

Nella classificazione e nella tipologia, olismo significa che solo con alcune caratteristiche ben scelte, un oggetto o un sistema può essere riconosciuto come un tipo. Il suolo, la vegetazione, i biomi sono comunemente considerati insiemi e possono quindi essere classificati tramite una serie di caratteristiche diagnostiche (vedi ad esempio classificazione ecologica).

Olismo in psicologia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Gestalt.

Ken Wilber ed i teorici della Spiral Dynamics considerano l'olismo come un particolare livello transpersonale dello sviluppo umano, conseguente al livello sistemico o integrale. Nella teoria della Spiral Dynamics, l'olismo è il livello più avanzato di sviluppo umano finora documentato. Wilber vede anche livelli più elevati, mistici.

Olismo in filosofia

 

Olismo, nel filosofo Aristotele, significa che corpo e mente sono un tutt'uno.

Olismo in medicina

 

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Medicina alternativa.

Si definisce olistico un approccio integrativo alla medicina che intende indagare le cause psicologiche e spirituali che si accompagnerebbero all'insorgere delle malattie, attribuendo ai sintomi che il corpo manifesta un linguaggio simbolico.

L'olismo si articola nel campo della medicina con una posizione denominata "salute globale", orientata allo studio dell'unità umana nelle sue molteplici dimensioni. Il modello olistico di essere umano si sviluppa come sintesi di antiche tradizioni mediche e scienze moderne. La salute globale non è vista come semplice assenza di malattia ma un benessere globale di corpo, mente, società e ambiente e anche come un'evoluzione psicofisica[1].

Esistono numerosi autori indipendenti che possono essere ascritti a questa corrente di pensiero, il più noto dei quali sono il medico austriaco Rudiger Dahlke, la biologa canadese Claudia Rainville e il controverso medico tedesco Ryke Geerd Hamer.

Storia

 

È fin dagli albori della scienza medica che si riflette sul rapporto psiche/corpo. Bisognerà, però, attendere la fine dell'Ottocento perché emergano con maggiore chiarezza i temi centrali propri della medicina olistica. Oggi vengono considerati precursori dei vari approcci olistici psicoanalisti come Georg Groddeck (1866 - 1934), naturopati come Edward Bach (1886 – 1936) e teologi come Mary Baker Eddy (1821 – 1910).

Risposte all'olismo

 

L'olismo, in particolare nelle sue forme metafisiche, è controverso. Molti scienziati e filosofi considerano che alcuni di questi concetti siano meno significativi di quanto ritengano i sostenitori dell'olismo. Altri li giudicano come non corretti o come pseudoscienza. Alcune forme, comunque, come l'olismo epistemologico e confermativo, sono le correnti principali della filosofia contemporanea, senza contare che i fisici sono alla ricerca della Teoria del tutto, olistica di nome e di fatto. Inoltre, come ricordato sopra, sia la meccanica quantistica che la relatività generale sono teorie non riconducibili al riduzionismo cartesiano, in quanto le correlazioni tra le parti sono non-lineari e non-locali.

Note [m

  1. ^ Introduzione alla salute globale, www.enciclopediaolistica.com

Voci correlate

 

 

 

Scienza olistica

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La scienza olistica è un paradigma scientifico che enfatizza lo studio dei sistemi complessi. Non è una disciplina scientifica in se stessa, ma definisce piuttosto un approccio filosofico in cui viene considerato il principio di emergenza nell'applicare il metodo scientifico, spesso utilizzando un metodo ampiamente interdisciplinare o multidisciplinare. Questo approccio è in contrasto con la tradizione puramente analitica, che si propone di interpretare i sistemi complessi dividendoli nelle loro componenti e studiandone separatamente le proprietà.

Indice

Aspetti centrali dell'approccio olistico

Il termine "scienza olistica" è stato usato come categoria per includere numerosi campi di ricerca scientifica. Questi campi, considerati potenzialmente olistici, hanno alcune caratteristiche in comune. In primo luogo, sono multidisciplinari. Secondo, sono incentrati sul comportamento dei sistemi complessi. Terzo, riconoscono il meccanismo del feedback tra sistemi come elemento cruciale per la comprensione del loro comportamento. Il Santa Fe Institute, un centro di ricerca olistica negli USA, esprime così questo concetto:

Le due caratteristiche principali dello stile di ricerca del SFI sono l'indirizzo verso un approccio multidisciplinare e l'enfasi sullo studio di problemi che prevedono interazioni complesse tra le loro parti costituenti.

Opposizione al riduzionismo

Alcuni sostenitori dell'olismo considerano la scienza ortodossa come scienza riduzionista ed il paradigma riduzionista come riduzionismo sfrenato. Questa definizione allude alla tendenza della scienza classica a procedere con un approccio modulare: a dividere, cioè, un sistema in parti più semplici da studiare. La convinzione dell'olismo è che può esistere una differenza qualitativa tra un sistema e la somma delle sue parti: la suddivisione in moduli può portare all'errore. L'approccio quindi si diversifica non tanto per l'oggetto dello studio, quanto per i metodi e le basi scelte per studiarlo.

Detto questo, i metodi olistici generalmente non sono in contrapposizione al metodo scientifico classico. In particolare nel caso in cui gli scienziati olistici provengano da un background scientifico standard, l'approccio olistico tende ad essere una sintesi dei due. Ad esempio, la psicologia della Gestalt nasce a partire dalla psicologia sperimentale classica.

Esempi di campi di studio scientifico olistico

Molte discipline scientifiche sono influenzate dal paradigma olistico. In alcune l'olismo è ampiamente accettato come corrente principale, mentre in altre esso è considerato protoscientifico, se non pseudoscientifico.

Dinamiche dei sistemi

Nello studio delle dinamiche dei sistemi, che nasce al MIT, il metodo scientifico è organizzato secondo un paradigma olistico, ma i risultati della scienza riduzionista vengono utilizzati per definire le relazioni tra variabili statiche nella procedura di modelling e quindi per consentire la simulazione delle dinamiche del sistema studiato.

Teoria della complessità

La ricerca sulla teoria della complessità, fortemente improntata in senso olistico, è iniziata negli anni Ottanta al Santa Fe Institute, che è tuttora leader nel campo.

Scienze cognitive

Il campo delle scienze cognitive, che hanno come oggetto di studio la mente e l'intelligenza, presenta alcune forme di approccio olistico. Questo è ad esempio il caso della teoria unificata della cognitività di Allen Newell e di molte altre, che si basano sul concetto di emergenza, intesa come l'interrelazione di molte entità che vanno a costituire un insieme funzionale. Al contrario, gli approcci non olistici funzionalisti in questo campo includono ad esempio il paradigma della modularità della mente. Le scienze cognitive non si limitano solo a studiare la mente umana: esistono anche ricerche scientifiche olistiche sulla cognitività animale (Mark Bekoff).

Reti neurali e intelligenza artificiale [modifica]

Un altro campo di ricerca olistica riguarda il tentativo di simulare il cervello umano e di costruire sistemi che funzionino alla stessa maniera. Questa disciplina viene chiamata intelligenza artificiale: in particolare il sotto-campo delle reti neurali viene considerato olistico, poiché si basa sull'assunto che le connessioni e i feedback tra nodi semplici collegati in un sistema possano dare origine ad un comportamento intelligente o comunque basato sulla cognitività.

Altri esempi

  • Lo studio dei cambiamenti climatici può essere considerato uno studio olistico, poiché il clima (e la Terra stessa) è un sistema complesso al quale non si può applicare un metodo di studio scientifico con le tecnologie attualmente a disposizione.
  • È in atto un progetto chiamato Progetto di Coscienza Globale (Global Consciousness Project) che utilizza una rete fisica di generatori di numeri casuali per registrare eventi di importanza globale, allo scopo di valutare l'ipotesi che esista una sorta di "coscienza umana collettiva" in azione nel mondo.
  • Nel 1810, Johann Wolfgang von Goethe pubblicò un libro, La Teoria dei Colori (Das Farbenlehre), che criticava radicalmente non solo i principi di ottica newtoniana dominanti a quel tempo, ma anche l'intera metodologia illuminista della scienza riduzionista. Nonostante la teoria non sia stata ben accettata dagli scienziati del tempo, Goethe, uno degli intellettuali più importanti dell'Europa moderna, la considerava il suo risultato più importante. I teorici e gli scienziati olistici di oggi come Rupert Sheldrake considerano La teoria dei Colori uno dei migliori esempi di scienza olistica.

Scienza olistica in ambito accademico

Probabilmente a causa della natura multidisciplinare dell'approccio olistico, c'è voluto del tempo prima che le istituzioni accademiche si aprissero alle idee olistiche. Alcune università hanno aperto centri dedicati a discipline in cui il paradigma olistico è predominante. Tra queste possiamo citare la University of Michigan (Center for the Study of Complex Systems), la Princeton University (il Global Consciousness Project), la Rice University (Cognitive Sciences Program), e la London Metropolitan University (Centre for Postsecular Studies). Lo Schumaker College, nel Regno Unito, offre un corso di laurea in Scienza Olistica. Esistono anche numerose istituzioni accademiche non universitarie dedicate alla scienza olistica o aperte alle idee olistiche, ad esempio il Santa Fe Institute e la Scientific and Medical Network in Europa.

Opposizione alla scienza olistica

 

La scienza olistica è controversa. Secondo alcuni si tratta di pseudoscienza, poiché non applica rigorosamente il metodo scientifico nonostante usi un linguaggio apparentemente scientifico. Il giornalista scientifico John Horgan ha espresso questo punto di vista in un libro (The End of Science, 1996). Egli vede nella scienza olistica un modello di "criticalità autoorganizzata" che è "meramente una descrizione, una delle tante, delle fluttuazioni casuali, del rumore di fondo che permea la natura." Dal suo punto di vista questo modello "non può generare né specifiche predizioni riguardo alla natura, né risultati significativi".

Bibliografia

 


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