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Numerologia
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La numerologia è lo studio della possibile relazione mistica o esoterica tra i numeri e le caratteristiche o le azioni di oggetti fisici ed esseri viventi.
La numerologia e la divinazione numerologica erano pratiche popolari fra i primi matematici come Pitagora, ma non sono più considerate parte della matematica. Questo sviluppo è storicamente simile a quello avuto dall'astrologia nei confronti dell'astronomia o dall'alchimia nei confronti della chimica.
Significato esoterico dei numeri
Il seguente elenco cerca di sintetizzare le opinioni dei moderni numerologisti[senza fonte]i quali non di rado si scontrano con gli "scientisti" che insistono nell'affermare che non esistono prove matematiche o scientifiche che dimostrino la fondatezza di tali "proprietà" simboliche dei numeri.
Nel Rinascimento, quando i numeri erano utilizzati e studiati in dettaglio per la musica, la poesia e l'architettura, l'associazione, per analogia, dei significati ai specifici numeri era molto più dettagliata e ricca dell'attuale sintetizzazione moderna.
Uno
Uno è il primo numero usato per contare e quindi gli è riconosciuto un grande potere; senza di esso non ci sarebbe il sistema numerico così come lo conosciamo. Ogni sistema numerico che possiamo immaginare ha il suo punto d'inizio. Spesso è visto come l'origine di tutte le cose e rappresenta la perfezione, l'assoluto e la divinità nelle religioni monoteiste. L'Uno è la sorgente di ciò che esiste, di ciò che è altro dall'Uno: da esso emanano le forme, le dimensioni, i colori, le direzioni, lo spazio, quindi il tempo, dunque la diversità. L'Uno è il punto, la retta (l'asse), la sfera. Nell'Uno coesiste il Tutto inespresso e indifferenziato dal quale rimarrà necessariamente distinto; in tal senso è Pienezza, Completezza, cioè Perfezione. In ambito mistico presso molte culture è concepito come punto di attracco per lo spirito dell'uomo Degno, Illuminato, Consapevole che vi si abbandona in un anelito di perfezione nel tentativo di ritornare all'Origine. E' considerato un numero maschile, il principio attivo e materiale della creazione. Anche detto motore primo.
Due
Due può avere molti significati, rappresentanti, da un lato, associazioni e interazioni con gli altri e, dall'altro polarità differenti e contrapposizione. Nel simboleggiare associazione, il Due implica che i risultati individuali non sono realistici, in quanto solo attraverso la cooperazione e il lavoro di squadra tali risultati sono perseguiti in modo migliore. Mentre la dualità è richiesta per la formazione della vita delle specie viventi che si riproducono in modo sessuato, è anche vista nella sua accezione negativa come contrasto al perfetto e unificante numero Uno. Due rappresenta le polarità distinte quali bene e male, bianco e nero, maschio e femmina, destra e sinistra. Un polo non può esistere senza l'altro; questa idea di complementarietà è meglio simboleggiata dal Tao Yin-Yang. Le polarità possono anche creare conflitto e discordia. Nella valenza positiva, Due può essere considerato femminile, intuitivo e corrisponde all'istinto di protezione. Nella valenza negativa, Due può essere avido, soffocante e frustrante. L'aspetto frustrante è derivato dalla delusione e dall'insoddisfazione dello spirito umano a cui venga sempre negata la prima posizione.
Tre
Tre risolve i contrasti creati dalle polarità del Due, fornendo un risultato di una nuova integrazione e senso di interezza. Il mondo visibile è a tre dimensioni e mente, corpo e spirito insieme formano un essere umano. Nella valenza positiva Tre indica sviluppo e apprendimento tramite le esperienze della vita, è spesso associato alla buona fortuna e al denaro; può simboleggiare un gruppo di persone che si uniscono per raggiungere uno scopo comune attraverso associazioni sociali o professionali; rappresenta la comunicazione di tutti i tipi (dramma, humor, ...); è associato alla fede e alla conoscenza. Nella sua valenza negativa può essere inteso come simbolo demoniaco o innaturale in quanto nessuna creatura al mondo cammina con tre gambe. Tutto ciò rende il Tre un numero molto potente da un punto di vista magico.
Quattro
Quattro deriva il suo significato da molte fonti. È il primo numero non primo, e il tetraedro, la più semplice figura solida, ha quattro facce. Da quest'ultima interpretazione viene quindi associato alla materia e alla Terra in particolare, così come la Terra è legata ai quattro punti cardinali (Nord, Sud, Ovest e Est). Un altro concetto legato a questo numero riguarda il tempo in quanto l'anno è diviso in quattro stagioni, i mesi hanno all'incirca quattro settimane e, secondo un punto di vista Cristiano, la vita di Gesù è raccontata tramite quattro Vangeli, ognuno dei quali è, a sua volta, legato ai quattro classici elementi alchemici di fuoco, aria, terra e acqua. Più in specifico il Vangelo di San Matteo è associato alla terra (in quanto insiste sull'incarnazione del Cristo nella sua forma terrena), il Vangelo di San Marco è associato all'acqua (poiché enfatizza l'importanza del battesimo), il Vangelo di San Giovanni è associato al fuoco (in quanto è quello più "spirituale"), mentre il Vangelo di San Luca è associato all'aria (in quanto è il più "lungo"). Nella religione ebraica il Quattro simboleggia il Tetragramma biblico, cioè le quattro lettere che compongono il nome di Dio e che sono tanto sacre da non poter essere pronunciate da nessuno. Nella numerologia cinese (così come in altre lingue orientali) la parola "quattro" è una omonima della parola "morte" e quindi il numero viene considerato sfortunato. Nella sua valenza positiva il Quattro rappresenta l'essere pratico (o "terra-terra"), mentre il fatto che sia il primo numero non primo lo lega a una personalità composita che trae idee da fonti diverse e spesso in conflitto per elaborare un fiero modo di pensare "fuori dal coro".-
Cinque
Cinque è collegato alla consapevolezza dei cinque sensi così come alla protezione. Rappresenta anche il servizio agli altri. È un numero dalle molte facce che collega lo stato fisico alla salute mentale, che governa l'abilità di pensare chiaramente e la capacità intellettuale. Rappresenta l'apertura a nuove idee ed esperienze, è altamente analitico e ha l'abilità di pensare in modo critico, ma può ponderare così eccessivamente un problema da fargli perdere significato. È la ricerca della libertà, dell'avventura.
Sei
Sei è relativo al tatto, alla bellezza e all'armonia. Il Sei possiede carisma, grazia, la possibilità di conversare con tutti, la diplomazia, la capacità di costruire relazioni in incontri a due. Tratta delle cose da cui si è attratti o da cui si trae piacere. Denota perfezionismo in quanto le operazioni 1+2+3 e 1X2X3 lo danno come risultato. Nella sua valenza positiva è associato ad una piccola somma di denaro ed è considerato il numero madre/padre. Nella sua valenza negativa è associato alla gelosia, all'infedeltà, all'amarezza e alla vendetta. Inoltre all'interno della numerologia cristiana il 666 è simbolo della seconda bestia, nell'Apocalisse.
Sette
Sette è considerato un numero spirituale in quanto è illusivo e contiene veli che devono essere scoperti, uno dopo l'altro, per arrivare all'illuminazione ultima. Sette è detto sacro in quanto la settimana è composta da sette giorni, in Genesi la creazione è stata eseguita in sette giorni, l'antico sistema solare consisteva di sette pianeti, il corpo umano consiste di sette plessi o Chakra e qualche versione della Cabala è composta da sette sephirot. Nella sua valenza positiva possiede le qualità della consapevolezza nel sogno, nella spiritualità e nella sfera psichica. Nella sua valenza negativa è associato a dubbio, inganno e menzogna.
Otto
Otto è considerato un numero di influenza karmica che richiede il pagamento di debiti contratti nella vita attuale o in una vita precedente. Rappresenta un lavoro profondo e le lezioni imparate attraverso l'esperienza e può quindi risultare un numero "difficile" per le restrizioni imposte dalla sua natura. Più di ogni altro numero l'Otto rappresenta la ricerca di denaro e successo materiale, ma la sua natura implica il confrontarsi con rischi estremi e molti capovolgimenti di vita. Considerato l'importanza ai massimi livelli data alla reputazione e alla posizione sociale, coloro che ricadono in modo preminente sotto l'Otto dovranno condurre una vita onesta, in quanto ogni imprudenza sarà quasi certamente resa pubblica nel modo meno lusinghiero. Sebbene l'Otto nella cultura cinese sia considerato di buon auspicio, nella numerologia cinese non gli è assegnata particolare importanza.Viene considerato anche l'anno dello status simbol del leone aramaico costituito da 8 zampe e da otto denti.
Nove
Nove era considerato un numero sacro dagli antichi e, di conseguenza, non venne associato a nessuna lettera dell'alfabeto caldeo. Rappresenta il cambiamento, l'invenzione e la crescita attraverso l'ispirazione. Nove è umanitario ed è stato ritenuto di particolare importanza dal fatto che occorrono nove mesi del calendario per la gestazione di un bambino. Nove rappresenta infine la perfezione numerica attraverso esempi come la prova del nove, dove il risultato di un'operazione aritmetica di moltiplicazione o divisione e' corretto a meno di un multiplo di nove.
Dieci
Dieci è la rappresentazione di Uno in una "ottava" maggiore e significa la fine di un importante ciclo dal quale scaturirà un cambio di circostanze. Dieci porta con sé una grande carica di significato esoterico che è reso evidente dal fatto che una gravidanza dura dieci mesi lunari, in molte versioni della Cabala ci sono dieci sephirot, il sistema numerico più utilizzato al mondo è quello decimale. Le persone hanno dieci dita che usano per contare, portando ad una innata adozione del Dieci come base nel sistema numerico intuitivo. Da notare che Dieci è considerato un numero moderno di completamento perché è solo negli ultimi secoli che è stato utilizzato come blocco base di sistemi numerici, valuta e misura. Quando Dieci sostituì Dodici come il numero supremo, portò un cambio negli schemi mentali umani rendendoli più scientifici nell'approccio a questioni di natura esoterica. (I sostenitori di Dodici sono in disaccordo con quest'ultima affermazione).
Undici
Undici è il numero Due in una ottava maggiore ed è considerato un numero maestro (il secondo numero maestro è il 22). Undici è considerato la via della consapevolezza spirituale e la conoscenza oltre la comprensione altrui. Porta con sé vibrazioni psichiche e ha una uguale presenza di proprietà maschili e femminili. È anche associato ad apertura mentale, intuizione, idealismo e visione. Nella sua valenza negativa (proprio dovuto al grande potere di consapevolezza spirituale e all'acuto senso di sensibilità) è associato al tradimento di nemici segreti.
Dodici
Dodici è il numero Tre in una ottava maggiore ed indica un gran livello di comprensione e saggezza. La maggior parte della sua esperienza deriva dall'esperienza di vita, che permette ad un senso di calma di prevalere anche nelle situazioni più turbolente. Dodici era molto significativo nella vita umana antica per il fatto delle dodici tribù di Israele, dei dodici discepoli che seguivano Gesù, dei dodici segni zodiacali e delle dodici ore in cui è diviso un orologio. È considerato il numero antico del completamento come segnale della fine della fanciullezza ed ingresso nella vita adulta. In più sistemi numerici e di misura antichi erano basati su Dodici, ne sono esempio la dozzina, lo scellino (12 pence) il piede (che misura 12 pollici).
Tredici
Tredici è il numero Quattro in una ottava maggiore ed è uno in più di Dodici, l'antico numero della completezza. Tredici è associato il significato della fine di un ciclo, dal fatto che ci sono tredici mesi lunari in un anno e tredici sono i segni nell'astrologia celtica e dei nativi americani. Mentre Tredici predice nuovi inizi, significa anche che i vecchi sistemi devono terminare per favorire le trasformazioni richieste. Visto come 12+1 è il numero dell'iniziato, in quanto una ottava musicale cromatica è composta da 13 suoni differenti (anche se il primo e l'ultimo sono la stessa nota ma in ottave diverse). Nella geometria sacra Tredici simboleggia l'eterna distruzione e creazione della vita. Tredici ha anche un significato astrologico in quanto la somma dei primi 13 numeri dà come risultato 91 che è il numero di giorni di una stagione.
Armoniche dell'alfabeto
Esiste una scuola di pensiero che ritiene che a differenza della società nella quale viviamo normalmente, basata sulla comunicazione verbale, le mitiche civiltà antiche come Atlantide e Lemuria siano state basate su differenti e compositi metodi di comunicazione, incluse forme d'arte capaci di veicolare un messaggio all'osservatore. La nostra era della conoscenza è basata sulla storia scritta deriva dalle registrazioni degli eventi mediante rappresentazioni pittoriche pittogrammi capaci di raccontare e tramandare storie elaborate da parte degli uomini preistorici. Nel tempo queste immagini sono state contratte ed abbreviate nei geroglifici, con un simbolo per ciascun vocabolo. Successivamente, in molte culture, i simboli si sono modificati fino a rappresentare un singolo suono o un concetto. L'alfabeto che utilizziamo oggi è probabilmente derivato da un antico sistema egizio, il quale derivava a sua volta da un sistema pittografico simile concettualmente al cinese e al giapponese. Con l'evoluzione dei geroglifici in lettere rappresentanti un suono invece di parole specifiche, le lettere hanno assunto caratteristiche peculiari proprie, a tal punto che la scrittura di certe parole è rimasta inalterata nonostante le lingue parlate, con la loro evoluzione e trasformazione, abbiano reso certi suoni obsoleti. Con l'evoluzione del pensiero umano e dello stile di comunicazione, che diviene sempre più verbale, appare sempre più evidente che ciascun suono genera particolari armoniche (vibrazioni) di particolare significato esoterico. I numerologi ritengono che ogni lettera dell'alfabeto abbia un suo particolare carattere, che può essere meglio descritto associandola ad un valore numerico, che semplifica i calcoli. Ogni lettera di una certa parola contribuisce ad aggiungere un particolare aroma o colore che contribuisce a chiarirne il significato: specialmente quando la lettera è l'iniziale dalla parola o è ripetuta molte volte nella parola stessa. La lettera iniziale di una parola, consonante o vocale, è quella che contribuisce maggiormente a rivelare il reale significato della parola o del nome. Esiste una corrente di pensiero che associa ad ognuna delle ventun lettere dell'alfabeto italiano la corrispondente lamina degli arcani maggiori dei tarocchi, in questo modo la A risulta legata al Bagatto, la B alla Papessa e così via, incentrando il significato delle lettere su questa corrispondenza. La carta che resta slegata a qualunque lettera è il Matto il cui significato divinatorio risulta piuttosto particolare e con più di un significato,risulta infatti la fine e il principio del mazzo allo stesso tempo.
- A è l'equivalente numerico di 1. È fortemente collegato alla confidenza che ci rende capaci di raggiungere gli obiettivi. Coloro che si chiamano con un nome la cui iniziale è la A, tendono ad essere vigili e audaci. Nel suo significato negativo A può essere eccessivamente critico nei confronti degli sforzi altrui. Si ritiene che il suono della vocale A abbia un significato ancestrale che può essere ritrovato nel suono dello sbadiglio e richiamerebbe la calma e il buon sonno.
- B è l'equivalente numerico di 2. Rappresenta le reazioni emozionali. Coloro che si chiamano con un nome in cui iniziale è E sono persone amichevoli, compassionevoli alle quali piace l'ambiente domestico. Nel suo significato negativo B può essere auto-assorbito se non un po' avido.
- C è l'equivalente numerico di 3. Rappresenta l'energia. Influenza particolarmente l'umore e si presta bene anche con le altre lettere. Nel suo significato negativo C può essere scrupoloso e inattendente ai bisogni altrui.
- D è l'equivalente numerico di 4. Rappresenta in bilanciamento. È molto potente ed è la lettera associata agli affari. Se è la prima consonante in un nome, la persona presenta un notevole senso e bisogno di ordine e giustizia. Nel suo significato negativo, D può essere testardo e intransigente.
- E è la seconda vocale nell'alfabeto e l'equivalente numerico è 5. Rappresenta un cuore-caldo, amicizia, e passione. Se è la prima vocale nel nome è segno di una persona libera, amorevole e carismatica. Nel suo aspetto negativo E può essere instabile e poco affidabile. Il suono della E sarebbe legato alla vitalità e al risveglio.
- F è l'equivalente numerico di 6 e rappresenta l'amore. Caratterizza persone dal cuore caldo, passionali e con la capacitè di far stare meglio gli altri. Quando è la prima consonante in un nome, essa porta le vibrazioni di un individuo attaccato alla mamma (?)[it carries the vibration of a mother hen type of individual]. Nel suo aspetto negativo F può portare un senso di malinconia.
- G è l'equivalente numerico di 7 e rappresenta le esperienze mistiche e religiose. Questa lettera è immaginativa, creativa e cerca per soluzioni alternative ai problemi di ogni giorno. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad essere intuitiva, colta e in qualche modo solitaria. Negativamente le G detestano ricevere consigli dagli altri, anche se migliori.
- H l'equivalente numerico di 8 e rappresenta la creatività e la forza. Questa lettera ha un forte senso per gli affari e pertanto nella maggior parte di casi aiuta a ricavare profitti. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad avere successo negli affari. Negativamente, può essere assorta ed egoista.
- I è la terza vocale nell'alfabeto ed è l'equivalente numerico 9. Rappresenta la giustizia, e generalmente è sensitiva, compassionevole e umana. Nel suo lato negativo, la I manca di autostima e si arrabbia facilmente. Il suono della vocale I sarebbe legato alla stabilità corporea e alla buona postura. Pare che il suo suono prolungato abbia impatto sul corretto allineamento della colonna vertebrale e più in generale sia legato alla buona postura.
- J è l'equivalente numerico di 1 e rappresenta le nostre aspirazioni. Questa lettera è veritiera, benevolente e intelligente. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un incontenibile desiderio di insistere, resistere, di non mollare mai, fino a trovare il successo o l'opportunità giusta. Negativamente, J può essere pigra e smarrita.
- K è l'equivalente numerico di 2 e rappresenta l'estremità. È a volte molto sicura di sé e autorevole, altre volte piuttosto emotiva. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un'intuitività che spesso non viene capita o compresa dagli altri. Nel suo lato negativo, K può essere insoddisfatta nella vita.
- L è l'equivalente numerico di 3 e rappresenta l'azione. È caritatevole e ben regolata, ma a volte può essere piuttosto soggetta ad incidenti/scontri.
- M è l'equivalente numerico di 4 e rappresenta la spiritualità. Questa lettera tende ad essere molto sicura di sé e aiuta nella realizzazione di un obiettivo di successo. È anche una lettera diligente che può essere piuttosto stacanovista. Nel suo lato negativo, M può essere frettolosa e facile nell'arrabbiarsi.
- N è l'equivalente numerico di 5 e rappresenta l'immaginazione. È intuitiva e comunicativa, ma nel suo aspetto negativo è predisposta alla gelosia.
- O è la penultima vocale dell'alfabeto e equivale al numero 6. Essa rappresenta pazienza ed è rende particolarmente abili nello studio. Quando è la prima vocale nel nome, la persona ha un buon senso della famiglia ed è un buon studente. Negativamente O necessita di molto allenamento per ottenere il controllo delle proprie emozioni. Il suono della O può essere denominato "farmacia vocale" in quanto avrebbe poteri taumaturgici, il suono, legato alle meditazioni orientali dell'OM farebbe entrare in uno stato meditativo e le micro vibrazioni prodotte avrebbero potere di rilassare gli organi interni facendo trarre notevole beneficio a tutto l'organismo.
- P è l'equivalente numerico di 7 e rappresenta la forza. Porta a un forte senso del comando e possiede molta conoscenza e saggezza. Quando è la prima consonante in un nome, la persona è attratta dalle materie spirituali. Negativamente, P tende a racchiudersi in sé stesso con una certa tendenza a immedesimarsi nelle preoccupazioni degli altri.
- Q è l'equivalente numerico di 8 e rappresenta l'originalità. È una lettera misteriosa che in molti cose mostra zone che altrimenti sarebbero sconosciute. Negativamente, Q può essere estremamente noiosa.
- R è l'equivalente numerico di 9 e rappresenta le possibilità. È tollerante e umano ma ha la tendenza a diventare faclimente irrascibile. Quando è la prima consonante in un nome, la persona spesso agisce come rappacificatore.
- S è l'equivalente numerico di 1 e rappresenta l'inizio. Ha degli attributi molto attraenti e possiede un istinto di abbondanza o di ricchezza. Negativamente, S può agire in modo impulsivo e crea forti sconvolgimenti nelle persone.
- T è l'equivalente numerico di 2 e rappresenta la crescita. È una lettera irrequieta che cerca risposte a questioni spirituali. Quando è la prima consonante in un nome, la persona ha una spiccata forza di volontà nell'aiutare le persone e tende ad essere insofferente. Negativamente, T è troppo emozionale e viene facilmente influenzato dalle opinioni degli altri.
- U è l'ultima vocale dell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 3. Questa lettera rappresenta l'accumulo ed è considerata essere molto fortunata. Quando è la prima vocale in un nome, la persona sa amare liberamente senza restrizioni. Negativamente, U può essere egoista, avida e indecisa. Il suo suono pare sia legato all'oscurità e al superamento delle paure ancestrali collegandosi all'ululare notturno del lupo che crea paura per il suo suono minaccioso, ma che poi non risulta particolarmente pericoloso per l'uomo in sé. Il suono prolungato e ripetuto pare tenda a fluidificare il rapporto tra ES e SUPER IO.
- V è l'equivalente numerico di 4 e rappresenta la costruzione. È una lettera lavorativa, instancabile e efficiente. Nel suo lato negativo, V può essere imprevedibile.
- W è l'equivalente numerico di 5 e rappresenta l'espressione personale. Nonostante questa lettera possa essere eccessivamente incantevole, possiede anche un'aurea di mistero. Negativamente W può essere avida e tende a prendere troppi rischi.
- X è la terzultima lettera dell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 6. Essa rappresenta la sensualità. Questa lettera è sempre alla ricerca sfrenata del piacere e può facilmente cadere nella promiscuità e nell'infedeltà.
- Y è la penultima lettera nell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 7. Questa lettera rappresenta la libertà e non conosce freni di nessun tipo. Negativamente, Y può essere indecisa e di conseguenza può farsi scappare molte opportunità nella vita.
- Z è l'ultima lettera nell'alfabeto ed è l'equivalente numerico di 8. Rappresenta la speranza nel riuscire a rappacificare le persone. Negativamente Z può essere testardo e dovrebbe pensare prima di agire.
Divinazione numerologica
Nella divinazione numerologica, uno studente sul campo usa la data e l'ora della nascita di un individuo per analizzare e definire gli aspetti della personalità e le caratteristiche di quella persona. Dei numeri specifici sono inoltre associati alle lettere dell'alfabeto. Uno metodo simile (per l'alfabeto Inglese) è rappresentato qui:
Alla base della convinzione che le date e le ore abbiano un significato numerologico si pensa che le vibrazioni di fondo dell'universo avvengano a cicli regolari e che le cose create o modificate in un punto qualsiasi di questi cicli, avranno le proprietà che le vibrazioni creano in quel preciso punto.
È meno chiaro però come nomi e parole seguano una regola simile.
Una teoria accreditata da alcuni numerologisti dice che una persona che da il nome ad una cosa sia influenzata dalle vibrazioni universali che vengono percepite inconsciamente e che fanno sì che questo nome sia armonico con le vibrazioni dell'oggetto nominato.
Un'altra questione sulla quale ci si è soffermati relativamente al significato numerologico delle parole è come, se alle lettere possono essere assegnati numeri, gli oggetti possano avere un significato numerologico identico quando vengono tradotti in una lingua diversa o viene usato un diverso alfabeto.
Per esempio, il valore numerologico per "Shirt" è 8. Lo stesso oggetto tradotto in spagnolo, "camisa", ha valore numerologico 6, quindi differente. Una teoria, spiega che i differenti nomi di un oggetto in differenti lingue o ortografie possano avere un significato completamente diverso per quell'oggetto, come le parole che si possono usare per identificare uno stesso oggetto possono assumere aspetti differenti.
Va specificato che non esiste una prova scientifica sulla validità delle affermazioni usate nei principi numerologici. La numerologia viene classificata come una pseudo-scienza, e molti scienziati pensano che i principi numerologici siano falsi o inventati. La vera scienza, come riconosciuta nella società moderna, si basa sul metodo scientifico che afferma che ogni teoria applicata ad un fenomeno debba essere prevedibile e ripetibile in qualsiasi circostanza per essere considerata come vera.
I numerologisti replicano che i loro studi non sono dimostrabili in quanto i meccanismi di interazione fra le vibrazioni universali e i corpi celesti sono troppo piccoli per essere registrati, misurati o quantificati con gli attuali strumenti disponibili alla scienza. Gli scienziati sostengono però che sia illogico pensare che la scienza moderna non riesca a registrare nemmeno un minimo effetto di questi meccanismi di interazione. Osservazioni empiriche riguardo la regolarità e la prevedibilità matematica delle relazioni tra cose nell'universo evidenziano come, in fondo, potrebbero esserci effettive connessioni con la numerologia. Tuttavia, queste osservazioni non supportano direttamente le affermazioni numerologiche.
La numerologia non va considerata come uno studio unico. A dimostrazione della sua veridicità, esistono 3 differenti scuole di pensiero. Riassumendole:
- La verità della numerologia ha origine divina, avendo l'Onnipotente disseminato nell'universo delle chiavi riconoscibili da coloro che seguono la via della saggezza, facendoli avvicinare all'unitarietà insita nel Grande Progetto.
- La numerologia è vera grazie all'accordo dello spirito universale tra tutte le forme di vita su un livello o un altro. E siccome l'universo è il prodotto dell'accordo medio (come nella media statistica) tra tutte le forme di vita in qualunque luogo, l'accordo sulla regolarità matematica nell'universo crea un sotto-strato Numerologico attraverso l'universo.
- La numerologia è vera perché è un riflesso delle leggi Naturali, dando indizi sullo stato di complesse vibrazioni che regolano le funzioni e l'esistenza nell'universo. Il fallimento della scienza moderna sul verificare questo fatto è semplicemente segno di una scienza che dispone di una tecnologia insufficiente. Dopo tutto, la scienza una volta credeva che tutte le cose fossero composte dai 4 elementi primari terra, aria, fuoco, acqua in combinazioni differenti. Quando la scienza sarà sufficientemente avanzata, sarà in grado di verificare la validità della numerologia.
Gli storici credono che la moderna numerologia sia un insieme di insegnamenti che derivano dall'antica babilonia, da Pitagora e i suoi seguaci (VI Secolo A.C. Grecia), dalla Filosofia astrologica da Alessandria d'Egitto, dai primi misticismi cristiani, dall'occultismo dell'antico gnosticismo e dal sistema ebreo del Kabbalah. L'indiano Vedas il cinese "Circle of the Dead", e l'egiziano "Book of the Master of the Secret House", (Rituale della Morte), danno una chiara dimostrazione di come la Numerologia è utilizzata e studiata da centinaia di anni.
Numerologia pitagorica
Pitagora e altri filosofi del tempo credevano che siccome i concetti matematici erano più "pratici" (più facili da regolare e classificare) rispetto quelli fisici, hanno avuto maggiore attualità. Questa è un'idea in armonia con il pragmatismo filosofico e una scelta per un concetto permanente sopra una fisica variabile. Questi concetti, comunque, sono stati variamente intesi dagli stessi pitagorici. Per alcuni l'universo sembra esser fatto di numeri, per altri i numeri stessi costituiscono l'armonia su cui si fonda il mondo, per altri costituiscono il modello originario del mondo dal quale originano tutte le cose. Altre interpretazioni sono state messe in luce da Aristotele nella sua metafisica. Da ricordare l'importanza che la numerologia ha avuto nella storia dell'estetica musicale, visto che per i pitagorici la natura più profonda dell'armonia e del numero viene rivelata proprio dalla musica.
Sant'Agostino d'Ippona nel 345 - 430 d.C. scrisse " I numeri sono il linguaggio universale offerto dalle divinità agli umani come riconferma della verità". Analogamente a Pitagora anche Agostino credeva che tutto avesse una relazione matematica e spettava alla mente ricercare e investigare i segreti di queste relazioni o farsele rivelare da una forza divina.
Nel 325 d.C., dopo il Primo Consiglio di Nicea, le materie e le pratiche al di fuori dalle credenze dello stato della Chiesa vennero classificate come violazioni civili nelle competenze dell'Impero Romano. La Numerologia non trovò quindi il favore delle autorità cristiane dell'epoca. Essa venne così "assegnata" al campo delle credenze non approvate, assieme all'astrologia e altre forme di divinazione e "magia". A causa di questa "pulizia" religiosa, il significato spirituale assegnato ai precedentemente "Sacri" numeri iniziò a sparire. Ma malgrado la soppressione ci furono comunque molti devoti credenti che mantennero la "conoscenza segreta" al sicuro.
Tra gli studi più importanti sulla numerologia, si segnala quello di Pietro Bongo, nato a Bergamo nella prima metà del XVI secolo e morto il 24 settembre 1601, che apparteneva alla nobile famiglia bergamasca dei Bonghi, di cui Francois Menant (sul nr. 2, maggio 1982, di Archivio Storico Bergamasco http://www.archiviobergamasco.it/pubblicazioni/rivista/n2.htm) ha ricostruito storia e leggenda, che scrisse "Numerorum Mysteria. Opus maximarum rerum doctrina et copia refertum, in quo mirus in primis, idemque perpetuus Arythmeticae Pythagoricae cum Divinae Paginae numeris consensus", edito a partire dal 1583, con una ristampa anastatica dell'edizione del 1599 a cura di Ulrich Ernst (Georg Olm Verlag, Hildesheim ‑ Zurich ‑ New York, 1983).
Si tratta di un'enciclopedia sui misteri e la simbologia dei numeri, a partire dall'uno per arrivare al miliardo, con alcune omissioni, le cui ragioni sono difficili da comprendere.
Su Pietro Bongo si può leggere il saggio di Gianluca Piccinini "L'opera di Pietro Bongo sulla simbologia dei numeri" pubblicato dalla rivista Archivio Storico Bergamasco, nr. 6, anno 1984, pp. 105-111: [1]
Un importante esempio dell'influenza della numerologia nella letteratura inglese è il discorso The Garden of Cyrus di Sir Thomas Browne del 1658. L'autore in questa occasione illustrò il numero 5 e relativo modello Quincunx per l'arte, natura e misticismo. Il Discorso è un esempio dell'influenza del pensiero Pitagorico nella filosofia inglese.
Nel Million Man March nel 1995, Il Ministro Louis Farrakhan fece numerosi riferimenti al numero "19" durante un suo discorso; Alcuni pensano che questi riferimenti avessero una connessione con la Numerologia.
Una affermazione della numerologia avanzata da alcuni praticanti conclude che, dopo osservazioni empiriche e investigazioni, attraverso lo studio dei numeri l'uomo potrà scoprire aspetti segreti di sé stesso e dell'universo.
Numerologia nella Scienza
La numerologia è considerata come materia non scientifica, ma alcuni scienziati hanno, di volta in volta, avanzato ipotesi basate su osservazioni numerologiche.
Il Fisico Arthur Eddington basandosi su estetismi e argomenti numerologici disse che la Costante di struttura fine α, (che era stata stimata avere un valore di circa 1/136), valesse esattamente 1/136,. (Misurazioni più accurate hanno dimostrato che non è cosi: il valore di α è stimato a 1/137.035 999 11(46).)
Quando poi le misure dimostrarono sempre più che il valore di questa costante si avvicinava a 1/137, Eddington cercò di spiegarlo collegando 137 al cosiddetto numero di Eddington, una sua stima del numero esatto di elettroni nell'Universo.
Il matematico James Gilson ha calcolato che α può essere matematicamente ricavata attraverso la seguente espressione

con un ampio grado di accuratezza. 29 e 137 sono rispettivamente il Decimo e il 33esimo numero primo. Il calcolo di α sembrava una misurazione corretta, ma nel 2002 CODATA attraverso sofisticati calcoli, ha escluso questo valore matematico.
Critica Postmoderna
Esiste anche una seria critica sui numeri, il loro attuale significato cognitivo, linguistico e politico e l'affermazione numerologica che i numeri siano creati da esseri superiori. John Zerzan e George Lakoff sono due dei maggiori esponenti tra questi teorici. Una critica a sostenere tali affermazioni è che il mondo Romano e quello Greco elevarono i numeri a dei ma solo per il loro potere di prevedere i tempi dei fenomeni naturali, e per permettere le realizzazioni di infrastrutture ingegneristiche. Al centro di altre critiche si dice che il primati abbiano l'abilità di "contare fino a quattro" usando i loro stessi sensi, ma credere che memorizzino il numero degli oggetti contati e il criterio con i quali sono stati distinti dal sistema sensoriale nella memoria a breve termine è surreale. Fare questo richiede un sistema di conteggio preciso, una gerarchia sociale di preti, militari e politici. In breve, una cultura
La Numerologia, in accordo con questa scienza cognitiva della matematica, ha facilmente spiegato dal fatto che i numeri stessi sono parte della cultura.
"La matematica è una semplice invenzione umana. un metodo sistematico per catturare il modo in cui il cervello vede il mondo; l'unica matematica che conosciamo è la matematica che il nostro cervello ci permette di conoscere", George Lakoff afferma: "Di conseguenza, qualsiasi questione su come la matematica sia inerente alla realtà fisica è senza risposta, in quanto non c'è modo di conoscere cosa è o cosa non è. "La matematica potrebbe o non potrebbe essere presente nel mondo, ma non c'è modo con cui la scienza può dimostrarlo." Il Dott. Lakoff afferma: "La matematica è superiore alla scienza", Lakoff e Raphael Nunez controbattono, "solo perché gli scienziati vogliono che sia così".
Questa affermazione è controversa per gli scienziati, ma la tesi ha ricevuto alcuni riscontri positivi, ed è stata caldamente accolta dai matematici del campo, come la Teoria del Caos, che sembra richiedere nuove fondazioni cognitive.
Le critiche su queste affermazione puntano sul fatto che mentre matematica e numeri (almeno sopra il 4) possono essere una invenzione umana e l'uso di prove matematiche così come la numerologia sia parte della cultura matematica, le grandi scimmie hanno le stesse abilità sensoriali e cognitive. Esperimenti recenti hanno dimostrato che gli scimpanzé possono distinguere facilmente collezioni di dozzine di oggetti. I futuri teoristi potrebbero essere forzati nel distinguere tra l'oggettiva matematica di primati che conta direttamente sui tratti condivisi delle grandi scimmie e la soggettiva matematica con forse poco più di qualche base nella realtà cognitiva piuttosto che il tradizionale sistema della numerologia
Numerologia e astrologia
Alcuni astrologi credono che ciascun numero sia governato da un pianeta del nostro sistema solare.
Nella Cultura Popolare
Nel Film π - Il teorema del delirio, il protagonista è alla ricerca di uno schema numerico nascosto nel commercio e il Torah. Ogni Lettera Ebrea corrisponde ad un numero. Il vero nome di Dio si dice corrisponda a un numero di 216 caratteri.
La Band Inglese Inkubus Sukkubus cambiò il nome da 'Incubus Succubus' su consiglio di un amico che disse loro che secondo la numerologia la prima parola del nome, stava portando sfortuna al gruppo.
Gematria
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La gematria, ghematria o ghematriah è lo studio numerologico delle parole scritte in lingua ebraica ed è uno dei metodi di analisi utilizzati nella Qabbalah.
La parola deriva dell'ebraico "גימטריה (gīmatrīyā)" che a sua volta deriva dal greco "γεωμετρία (geōmetría)" cioè "geometria".
Con lo stesso nome è a volte indicato lo studio numerologico delle parole in lingua greca contenute nel Nuovo Testamento[1], anche se tale studio andrebbe definito più correttamente isopsefia (cristiana).
Storia della gematria
La premessa della gematria è una peculiarità dell'alfabeto ebraico, il quale veniva normalmente utilizzato sia per rappresentare le parole sia come sistema di numerazione di tipo additivo. Ad ogni parola espressa nell'alfabeto ebraico può quindi essere associato un numero, ottenuto sommando i valori numerici di ogni singola lettera.
La gematria potrebbe essere stata introdotta nella cultura ebraica come sviluppo dell'isopsefia, che è lo studio numerologico delle parole scritte in greco basato sul sistema di numerazione greco[2].
Inizialmente questo metodo fu usato da scrittori antichi come tecnica di crittografia, soprattutto per nascondere nomi di persona[1]. Quando divenne una disciplina della Qabbalah, la gematria fu applicata per decrittare presunti significati nascosti all'interno della Bibbia ebraica tramite il loro valore numerico.
Dalla gematria e dall'isopsefia si è sviluppata l'aritmomanzia, che è l'analisi numerologica delle parole basata sull'alfabeto latino.
Note
Bibliografia
Aritmomanzia
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L'aritmomanzia è la pratica divinatoria esercitata attraverso l'interpretazione dei numeri[1].
Deriva dalla composizione delle parole greche "ἀριθμός (arithmós)" cioè "numero" e "μαντεία (mantéia)" cioè "divinazione".
Si tratta di una pratica numerologica che basa le sue predizioni partendo da un'associazione tra le lettere dell'alfabeto latino e alcuni numeri, in modo simile all'isopsefia (basata sull'alfabeto greco) e alla gematria (basata sull'alfabeto ebraico).
Nella traduzione italiana della saga di Harry Potter questa pratica è chiamata aritmanzia, ricalcando l'inglese "arithmancy".
Storia dell'aritmomanzia
Il primo ad applicare la numerologia all'alfabeto latino fu, nel XVI secolo, Cornelio Agrippa; egli per le sue predizioni applicava un metodo numerologico al nome e alla data di nascita di una persona in modo simile all'isopsefia greca.
Fu intorno al XVIII secolo che l'aritmomanzia venne semplificata e codificata così come la conosciamo oggi.
Metodi dell'aritmomanzia
Come nell'isopsefia e nella gematria, anche nell'aritmomanzia ad ogni lettera è associato un valore numerico e il numero corrispondente ad un particolare nome si ottiene sommando tra loro i valori numerici delle singole lettere che lo compongono. A differenza però delle pratiche da cui ha preso origine, il risultato viene espresso nel sistema numerico decimale e dev'essere successivamente "ridotto" sommando le cifre che lo compongono finché alla fine non si ottiene un numero con una sola cifra; questo numero viene infine interpretato secondo i principi della numerologia.
In aritmomanzia esistono diversi metodi per associare una lettera al valore numerico corrispondente.
Metodo di Agrippa o di Pitagora
Questo metodo si basa sull'associazione tra le lettere dell'alfabeto latino e i numeri da 1 a 9. Basandosi sull'alfabeto latino, non ha nulla a che vedere con Pitagora che era greco; inoltre, considerando distinte le lettere I e J e anche le lettere U e V, non ha nulla a che vedere nemmeno con Agrippa, dato che queste distinzioni risalgono al XVIII secolo ossia a due secoli più tardi. I nomi che sono dunque dati a questo metodo sono da considerarsi solamente un tributo a questi due insigni esoteristi.
Questo metodo è quello più conosciuto al giorno d'oggi e si basa sulle seguenti associazioni:
| 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
| A |
B |
C |
D |
E |
F |
G |
H |
I |
| J |
K |
L |
M |
N |
O |
P |
Q |
R |
| S |
T |
U |
V |
W |
X |
Y |
Z |
Metodo caldeo
Il nome del metodo è un tributo al popolo dei Caldei, che erano di lingua aramaica per la quale si utilizza l'alfabeto ebraico. L'associazione tra le lettere dell'alfabeto latino e il loro valore numerico avviene tramite una corrispondenza semplificata con la corrispondente lettera dell'alfabeto ebraico. La peculiarità di questo metodo riguarda i valori delle lettere, che sono compresi tra 1 e 8, escludendo dunque il valore 9.
Questo metodo è meno conosciuto e l'associazione tra le lettere e il loro valore numerico è il seguente:
| 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
| A |
B |
C |
D |
E |
U |
O |
F |
| I |
K |
G |
M |
H |
V |
Z |
P |
| J |
R |
L |
T |
N |
W |
|
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| Q |
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S |
|
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X |
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| Y |
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Note
- ^ aritmomanzia in De Mauro (a cura di) Il dizionario della lingua italiana, Paravia,
Onomanzia
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L'onomanzia è la pratica divinatoria basata sull'interpretazione etimologica, simbolica e numerica del nome di una persona.
Deriva dal greco "ὄνομα (ónoma)", che significa "nome", col suffisso "-manzia" che significa "divinazione".
Era intesa sia per individuare presagi nel nome già imposto sia per scegliere un nome che fosse di buon auspicio.
Storia dell'onomanzia
L'importanza del significato del nome nasce dalla cultura ebraica: secondo la Genesi, Dio stesso cambiò il nome ad Abramo e a sua moglie Sara affinché il nuovo nome assumesse un significato più aderente al progetto che aveva per la loro discendenza.[1] Quando entrò in contatto con la cultura ebraica, la cultura greca assorbì questa esigenza e, sia pure per breve tempo, adottò l'usanza di usare nomi il cui significato fosse chiaro.[1]
La pratica di divinare il nome ebbe origine in quel periodo e si integrò con la numerologia (isopsefia), utilizzata da Pitagora anche a scopi divinatori. I Pitagorici insegnavano che le menti, le azioni ed i successi degli uomini riuscivano conformi ai loro nomi, al loro genio e al loro destino.[1][2]
Platone raccomandava la massima circospezione nell'imporre i nomi.[1]
La pratica divenne molto popolare nel basso Medioevo. Anche Agostino Novello scrisse che il nome deve indicare la qualità del nominato, perché:[1]
| (LA)
« ex bono nomine oritur bona praesumptio »
|
(IT)
« da un buon nome si trae una buona aspettativa »
|
|
(Agostino Novello)
|
Tecniche di onomanzia
L'etimologia e il significato del nome è solo il primo di tanti aspetti che sono analizzati per l'onomanzia.
I Pitagorici ad esempio contavano le lettere, le consonanti e le vocali del nome e a seconda che fossero in quantità pari o dispari traevano le loro predizioni.[2] Ritenevano inoltre che più era alto il numero associato a un nome secondo il sistema di numerazione greco e più felice sarebbe stata la persona.[2] Sulla base di questo numero qualcuno arrivò a sostenere anche che la vittoria di Achille su Ettore era prevedibile, in quanto associato al numero maggiore.[3][2]
Un'altra tecnica prevedeva l'anagramma del nome.
È documentata anche un'altra forma di onomanzia, utilizzata da un indovino ebreo su richiesta del re Teodato: l'indovino fece rinchiudere alcuni maiali in un porcile, ad alcuni diede nomi gotici e agli altri diede nomi romani; passato un certo tempo, i maiali a cui fu dato il nome romano erano ancora vivi mentre i maiali a cui fu dato il nome gotico erano morti. L'indovino predisse che la guerra sarebbe stata persa.[2]
Note
- ^ a b c d e Giacinto Amati, op. cit.
- ^ a b c d e Ephraim Chambers, op. cit.
- ^ Achille = 1 (Α) + 600 (Χ) + 10 (Ι) + 30 (Λ) + 30 (Λ) + 5 (Ε) + 400 (Υ) + 200 (Σ) = 1276; Ettore = 5 (Ε) + 20 (Κ) + 300 (Τ) + 800 (Ω) + 100 (Ρ) = 1225
Bibliografia
- Annibale Raimondo, Opera dell'antica et honorata scientia de nomandia, Lovita Rapirio & compagni, 1549.
- (EN) Ephraim Chambers, onomancy in Cyclopædia, or, An universal dictionary of arts and sciences, The Second Volume, , 1728.
- Giacinto Amati, Capitolo IX. Nomi in Ricerche storico-critico-scientifiche sulle origini, scoperte, invenzioni e perfezionamenti fatti nelle lettere, nelle arti e nelle scienze. Tomo II, Milano, Giovanni Pirotta, 1828.
- Roberto La Paglia, L'onomanzia. Cabala e magia dei nomi, Xenia, 2006. ISBN 8872735645
Isopsefia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Con isopsefia si intende la qualità, che può caratterizzare due o più parole scritte in greco, di essere associate allo stesso numero secondo una corrispondenza di tipo numerologico basata sul sistema di numerazione greco.
La parola deriva dal greco "ἰσοψηφία (isopsēphía)", composta da "ἴσος (ísos)" che significa "uguale" e "ψῆφος (psêphos)" che significa "sassolino" ma anche "conteggio", dato che gli antichi utilizzavano dei sassolini per eseguire i calcoli aritmetici.
Quando due o più parole sono associate allo stesso numero si dicono isopsefiche. Il numero associato ad una parola è talvolta chiamato psefia.
Ricerca dell'isopsefia
La tecnica utilizzata per calcolare il numero di una parola si basa sulla corrispondenza tra le lettere dell'alfabeto greco e il valore numerico che ogni lettera ha secondo il sistema di numerazione utilizzato normalmente nell'antichità, quando ancora non era stato introdotto il sistema di numerazione arabo:
La parola va scritta senza i segni diacritici, che furono introdotti solo in epoca bizantina per facilitare la lettura dei testi classici; i valori corrispondenti ad ogni lettera vanno sommati e si ottiene così il numero associato alla parola.
Ad esempio, alla parola "ἀγάπη (agápē)" (amore) corrisponde il valore 93[2].
Lo studio dell'isopsefia sta nel ricercare parole che siano associate allo stesso numero. Ad esempio, anche alla parola "θέλημα (thélēma)" (volontà) corrisponde il valore 93[3] e dunque le parole "ἀγάπη" e "θέλημα" sono in relazione di isopsefia, sono cioè isopsefiche.
Storia dell'isopsefia
L'isopsefia venne usata sicuramente da Pitagora sia a scopi crittografici sia a scopi divinatori.
È una delle discipline alla base dell'onomanzia greca, in quanto si riteneva che le parole isopsefiche avessero tra loro un legame soprannaturale.
Trattandosi di una tecnica molto antica, potrebbe essere antecedente all'analoga gematria ebraica, che è la disciplina numerologica della Qabbalah[4].
Dall'isopsefia e dalla gematria si è sviluppata l'aritmomanzia, la disciplina di analisi numerologica di una parola basata sull'alfabeto latino.
Isopsefia nel Cristianesimo
Lo studio dell'isopsefia nei testi del Nuovo Testamento[5] da parte dei cabalisti di tradizione cristiana è stata usata in particolare per tentare la decrittazione del numero della bestia citato nell'Apocalisse di Giovanni.
Nel libro I degli Oracoli sibillini (testi apocrifi dell'Antico Testamento scritti in greco), ai versetti 326-330, il nome di Gesù è sostituito dal numero 888, che secondo l'isopsefia è il valore corrispondente alla trascrizione del nome in lingua greca: "Ιησοῦς (Iēsôus)"[6].
L'utilizzo dell'isopsefia si riscontra come forma di abbreviazione in alcune iscrizioni cristiane ritrovate nelle catacombe.
Note
- ^ a b c Le lettere corrispondenti ai valori 6, 90 e 900, rispettivamente Ϝ (digamma), Ϙ (Qoppa) e Ϡ (Sampi), erano scomparse dall'alfabeto e utilizzate solamente come numero; dunque non compaiono nelle parole scritte in greco.
- ^ 1 (Α) + 3 (Γ) + 1 (Α) + 80 (Π) + 8 (Η).
- ^ 9 (Θ) + 5 (Ε) + 30 (Λ) + 8 (Η) + 40 (Μ) + 1 (Α).
- ^ Kieren Barry, op. cit.
- ^ In questo contesto viene talvolta chiamata anch'essa gematria, vedi Il Vocabolario Treccani, op. cit.
- ^ 10 (Ι) + 8 (Η) + 200 (Σ) + 70 (Ο) + 400 (Υ) + 200 (Σ).
Bibliografia
Numero della bestia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il numero della bestia, corrispondente al numero 666, appare in un solo passo dell'Apocalisse di Giovanni riferito ad una bestia che sale dal mare e devasta la terra:
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« Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. » (Apocalisse 13,16-18) |
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L'interpretazione più accettata da storici e biblisti è che il numero sia simbolico e vada riferito alla persona fisica ("rappresenta un nome d'uomo") dell'imperatore Nerone, l'archetipo dei persecutori del cristianesimo, la cui somma dei numeri ("calcoli il numero della bestia") corrispondenti alle lettere ebraiche del nome equivale appunto a 666.
Sono state proposte numerose altre interpretazioni simboliche, molte delle quali non riferite al contesto storico del Libro dell'Apocalisse. In particolare, in epoca contemporanea il numero è diventato simbolo del Diavolo, interpretazione non contenuta nel testo biblico.
Le ipotesi
Interpretazione storica
L'apocalisse di Giovanni fu scritta durante una persecuzione, probabilmente quella di Domiziano o quella precedente di Nerone. Secondo molti studiosi la persona rappresentata dalla bestia, altri non è che l'imperatore Nerone, autore di una violenta repressione contro i cristiani, nella quale morirono sia Pietro che Paolo. Infatti, come in greco antico, così anche in ebraico i numeri venivano scritti usando le lettere dell'alfabeto. Se si utilizzano le consonanti ebraiche del nome QeSaR NeRON (קסר נרון) si ha:
- Q (qof) = 100
- S (sameckh) = 60
- R (resh) = 200
- N (nun) = 50
- R (resh) = 200
- O (waw) = 6
- N (nun) = 50
che sommate danno appunto 666. Una sola nota merita la vocale O che è in realtà legata alla consonante W che è una mater lectionis, cioè una consonante che serviva ad evitare equivoci nella lettura.
Dato, però, che l'Apocalisse sembra essere stata scritta al tempo di Domiziano (95 d.C circa), un'altra corrente di pensiero punta ad interpretare il numero 666 come un riferimento all'imperatore Domiziano.
Si osservi tuttavia che la gematria, cioè l'utilizzo della corrispondenza fra numeri e lettere dell'alfabeto ebraico, greco o latino può produrre molti risultati diversi e costituisce, quindi, più un gioco intellettuale utilizzato spesso a scopo polemico (nei secoli ognuno ha cercato di trovarvi il nome del proprio avversario), che uno strumento d'indagine.
Interpretazione secondo la Qabbalah
Sorat - demone solare - contrapposto allo spirito solare "Cristo" - Anti-Cristo. Secondo uno studio basato sulla Qabbalah (cabala), è l'espressione in parole del numero 666.
| 400 |
+ 200 |
+ 6 |
+ 60 |
= 666 |
| ת |
ר |
ו |
ס |
|
| tav |
resc |
vav |
sameh |
|
| T |
Ra |
O |
S |
= SORAT |
Interpretazione allegorica
Senza avventurarci troppo nella Ghematriah e nella cabala, si osservi che i numeri della Bibbia hanno sempre un valore simbolico. Ad esempio il sette indica la completezza (anche il mondo fu creato in 7 giorni). Il numero 6 si avvicina al numero 7, senza raggiungerlo. Così il triplo sei potrebbe indicare la suprema imperfezione, l'arroganza e la malvagità umana contrapposte alla perfezione divina.
Interpretazione numerologica
La numerologia cristiana, derivata da quella pitagorica, vede il 3 come numero perfetto, legato al concetto della Trinità. Tre volte tre fa 9, quindi il nove era la quintessenza di questa perfezione, a maggior ragione se ripetuto tre volte, 999. Il nove rovesciato è il 6, numero dell'anti-dio, quindi di Satana, e il sei ripetuto tre volte ne è l'emblema.
Interpretazione escatologica
Sono state fatte varie ipotesi nel corso dei secoli, visto che il passo biblico contiene una sfida velata (chi ha intendimento conti il numero della bestia).
Tolstoj
Il grande scrittore russo indica nel suo capolavoro Guerra e pace un metodo per identificare la bestia con Napoleone.
Chiesa cristiana avventista del settimo giorno
Ellen Gould White, tra i fondatori del movimento indicava nel Papa la bestia, usando i numeri romani nella formula "Vicarius filii Dei" (V + I + C + I + V + I + L + I + I + D + I = 666), dato che nel latino classico non c'era distinzione tra "U" e "V".
Testimoni di Geova
I Testimoni di Geova considerano il numero 7 simbolo di completezza o perfezione mentre il numero 6 rappresenta imperfezione. Dallo studio della bibbia traggono il riferimento allo scrivere tre volte il numero 6, che accentua ed enfatizza la totale imperfezione del sistema politico mondiale rappresentato dalla bestia.
Ipotesi scritturale
L'unico passo della bibbia che possa fare da riferimento interno è quello che indica la potenza di Re Salomone, che riceveva i tributi dai popoli assoggettati (I Re 10:14).
- Ora il peso dell'oro che Salomone riceveva ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro
- (Testo dalla nuova Diodati)
Questo potrebbe indicare che la bestia è il denaro (mammona), che domina su tutta la terra.
Ipotesi d'interpretazione letterale
Poiché in greco antico, cioè nella lingua con cui ha scritto Giovanni, prima dell'introduzione dei numeri arabi, venivano usate le lettere dell'alfabeto, il numero 666 apparirebbe come χξϝʹ chi xi digamma oppure χξϛʹ chi xi stigma (in caratteri latini Ch X V oppure Ch X ST), che potrebbero corrispondere alle iniziali di un personaggio noto.
Altri valori: 616
A seguito del ritrovamento dei papiri di Ossirinco, in cui compare il numero 616 al posto del 666, le possibilità di associare il numero della bestia ad altri personaggi si sono dilatate. Gli autori del sito Deiricchi hanno proposto la teoria secondo cui il numero della bestia, il 616, corrisponderebbe al "Paraclito" calcolato con il metodo della Gematria.[1].
I codici a barre
Secondo una leggenda metropolitana, nei codici a barre che si trovano sui prodotti sarebbe nascosto il numero della Bestia. (Inoltre, se pur nascosti, questi codici sarebbero presenti anche nelle bande magnetiche di ogni tessera, comprese carte di credito e bancomat). E da questo perciò, alcuni vedrebbero il compiersi della profezia dell'Apocalisse di San Giovanni (13:16-18) secondo cui Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.
Il numero "666" si anniderebbe, secondo i sostenitori di tale teoria, nelle coppie di righe sottili all'estrema destra all'estrema sinistra e al centro di ogni codice esistente. Difatti, la cifra 6 è indicata in questo sistema di codifica da due righe sottili che sono per l'appunto simili alle righe estreme e centrali; tuttavia queste ultime non rappresenterebbero alcuna cifra all'interno del codice stesso, in quanto sono semplicemente linee di riferimento utilizzate dal dispositivo di lettura per capire dove inizia e dove finisce lo stesso.[2] [3] [4] [5].
Riferimenti nell'arte e nell'intrattenimento
Cinema
Musica
- In APOCALYPSE in 9/8, brano della suite Supper's ready dell'Lp Foxtrot (1972) dei Genesis, il testo richiama quasi testualmente la visione giovannea: "The Dragon's coming out of the sea, with the shimmering silver head of wisdom looking at me. He brings down the fire from the skies, (...). 6 6 6 is no longer alone.
- Steve Harris, bassista degli Iron Maiden, ha scritto una canzone intitolata The Number of The Beast (Il numero della Bestia), introdotta dalla lettura del passaggio dell'Apocalisse in cui viene indicato appunto il numero della Bestia. Questa canzone è anche accusata di satanismo dato che il ritornello dice testualmente:
- Six, six, six, the number of the beast; -la seconda frase varia a seconda della strofa-.
- Trad: Sei, sei, sei, il numero della bestia; -variabile-. Nonostante i versi, il gruppo ha più volte rifiutato le accuse. Va specificato che il testo della canzone fa riferimento ad un sogno fatto dallo stesso Harris, nel quale il protagonista è vittima del rito satanico.
- In The Heretic Anthem, singolo degli Slipknot pubblicato nel 2001 per la Roadrunner nell'album Iowa, viene indicato nel testo diverse volte in questa frase con il numero della bestia: "If you're 555 then I'm 666".
Fumetti
- Nell'albo a fumetti Martin Mystère Gigante #7, intitolato Il numero della bestia, lo sceneggiatore Alfredo Castelli ipotizza che 666 sia la traslitterazione in numeri di WWW, a indicare che il World Wide Web, ossia Internet, sia la Bestia.
- Un manga del mangaka giapponese Seishi Kishimoto dove il protagonista possiede dentro di sè lo spirito di Satana si chiama appunto 666 Satan.
- Nel fumetto horror Dylan Dog, edito dalla Sergio Bonelli Editore e ideato da Tiziano Sclavi, il personaggio principale, appunto Dylan, possiede un maggiolone cabriolet di colore bianco (che spesso presenta problemi meccanici, e che Dylan non vuole cambiare) targato DYD 666.
Videogiochi
- La porta 666/tcp è assegnata al gioco Doom.[6]
- In un altro sparatutto della id Software, Quake, quando il giocatore diventa invincibile acquista 666 punti di protezione, così com'è scritto in basso a sinistra sulla videata.
- Nel gioco Devil May Cry è presente un'arma chiamata Pandora, che può assumere 666 forme diverse. Questo a indicare la malvagità dell'arma che, nella descrizione, è descritta come una valigetta diabolica.
Altro
- Un'altra ipotesi moderna vuole che, considerando che la somma dei numeri dallo 0 al 36 al gioco d'azzardo della roulette dà il risultato di 666, la Bestia sia il credere alla casualità invece che al volere di Dio.[senza fonte]
Note
- ^ 616: il numero del Paraclito
- ^ Articolo Toxicidad radiònica y el nùmero de la Bestia 666 en el codigo de Barras di Manuel Figueroa; rivista spagnola Proximo Milenio n.33 del Marzo 1996
- ^ IL MARCHIO DELLA BESTIA; Altre notizie sul 666 - DNA e codice a barre (666) (articolo di Pietro Arnese, traduzione di Susanna Giovannini): http://www.lagerusalemme-in-visibile.net/index.php/Studi-Biblici/Il-Marchio-della-Bestia-666.html ; http://www.lagerusalemme-in-visibile.net/index.php/Studi-Biblici/La-bestia-666-Le-grandi-profezie.html
- ^ 666 annidato nei codici a barre di tutto il mondo! smentita
- ^ (EN) Questions about the U.P.C. and the New Testamant
- ^ la porta tcp 666
Bibliografia
Pitagora
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pitagora[1] (Samo, c. 575 a.C. – Metaponto, c. 495 a.C.) è stato un matematico, legislatore e filosofo greco antico secondo quanto tramandato dalla tradizione.
Storia e leggenda
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« Quanto Pitagora comunicava ai discepoli più stretti, nessuno è in grado di riportare con sicurezza: in effetti presso di loro, il silenzio era osservato con grande cura. » |
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( Porfirio, DK 14 A 8a; in Pitagora, Versi aurei. Seguiti dalle vite di Porfirio e Fazio, da testi pitagorici e da lettere di donne pitagoriche, a cura di S. Fumagalli, Milano, Mimesis, 1996, p.72)
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La figura storica di Pitagora, messa in discussione da diversi studiosi, si mescola alla leggenda narrata nelle numerose Vite di Pitagora, composte nel periodo del tardo neoplatonismo e del neopitagorismo dove il filosofo viene presentato come figlio del dio Apollo. Secondo la leggenda, il nome stesso di Pitagora risalirebbe etimologicamente ad una parola che trova il suo significato in "annunciatore del Pizio", e cioè di Apollo. Si riteneva infatti che egli, autore di miracoli e profeta, guaritore e mago, fosse figlio del dio stesso.
È quasi impossibile distinguere, nell'insieme di dottrine e frammenti a noi pervenuti, non solo ciò che sicuramente appartiene al pensiero di Pitagora ma neppure, nonostante i tentativi di John Burnet [2], di separare il pensiero del primo pitagorismo da quello successivo.
Anche Aristotele, che possiamo considerare il primo storico della filosofia, nella difficoltà evidente di identificare la dottrina del maestro, parla genericamente de «i cosiddetti pitagorici» [3].
Cenni biografici
Busto marmoreo romano di Pitagora
La storia di Pitagora è avvolta nel mistero, di lui sappiamo pochissimo e la maggior parte delle testimonianze che lo riguardano sono di epoca più tarda.
Alcuni autori antichi o suoi contemporanei come Senofane, Eraclito ed Erodoto ci danno testimonianze tali da far pensare alla effettiva esistenza storica di Pitagora pur se inserita nella tradizione leggendaria[5].
Secondo queste fonti Pitagora nacque nell'isola di Samo nella prima metà del VI secolo a.C. dove fu scolaro di Ferecide e Anassimandro subendone l'influenza nel suo pensiero.
Da Samo Pitagora si trasferì nella Magna Grecia dove fondò a Crotone, all'incirca nel 530 a.C., la sua scuola. Dei suoi presunti viaggi in Egitto e a Babilonia, narrati dalla tradizione dossografica, non vi sono fonti certe e sono ritenuti, almeno in parte, leggendari.
Sulla sua morte i resoconti dei biografi non coincidono: essendo scoppiata una rivolta dei democratici contro il partito aristocratico pitagorico, la casa dove si erano riuniti gli esponenti più importanti della setta fu incendiata. Si salvarono solo Archippo e Liside che si rifugiò a Tebe. Secondo una versione, Pitagora prima della sommossa si era già ritirato nel Metaponto dove era morto. Secondo altri invece era casualmente assente alla riunione nella casa incendiata e quindi riuscì a salvarsi fuggendo prima a Locri, quindi a Taranto e da lì a Metaponto dove morì.[6]
Quasi sicuramente Pitagora non lasciò nulla di scritto e quindi le opere attribuitegli i Tre libri e i Versi aurei vanno ascritte piuttosto ad autori sconosciuti che li scrissero in epoca cristiana o di poco antecedente.
Giamblico (Siria, 245 – 325) fondatore di una nota scuola neoplatonica ad Apamea, in Siria, attesta invece[7] che i primi libri a contenuto pitagorico pubblicati erano opera di Filolao.
Limitazioni alimentari
L'astensione dalle fave
Una versione della morte di Pitagora è collegata alla nota idiosincrasia del filosofo e della sua Scuola per le fave: non solo si guardavano bene dal mangiarne, ma evitavano accuratamente ogni tipo di contatto con questa pianta. Secondo la leggenda, Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone di Crotone, preferì farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo attraverso un campo di fave.[8]
A proposito di questo divieto pitagorico di cibarsi di fave, Giovanni Sole nel libro Pitagora e il tabù delle fave (Rubettino editore) ne dà un'interpretazione fisica e una spirituale. La prima è collegata al favismo che secondo studi medici era diffuso proprio nella zona del crotonese [9], mentre la seconda fa riferimento a credenze antiche, messe in luce da Levi Strauss, secondo cui le fave erano considerate connesse al mondo dei morti, della decomposizione e dell'impurità (Op.cit. pagg.142 e sgg.) dalle quali il filosofo si deve tenere lontano.
Il vegetarismo
Pitagora è tradizionalmente considerato l'iniziatore del vegetarismo in Occidente grazie ai versi delle Metamorfosi di Ovidio, che lo descrivono come il primo degli antichi a scagliarsi contro l'abitudine di cibarsi di animali, reputata dal filosofo un'inutile causa di stragi, dato che già la terra offre piante e frutti sufficienti a nutrirsi senza spargimenti di sangue; Ovidio lega inoltre il vegetarismo di Pitagora alla credenza nella metempsicosi, secondo cui negli animali non vi è un'anima diversa da quella degli esseri umani.[10]
Il pensiero
Pochi sono gli elementi certi della dottrina pitagorica, tra questi quello della metempsicosi su cui tutte le fonti sono concordi[11] e tra le prime Senofane che la critica aspramente[12].
Derivato dall'orfismo, nella dottrina pitagorica vi è dunque un sicuro aspetto religioso, il quale sosteneva la trasmigrazione delle anime che, per una colpa originaria, erano costrette, come espiazione, ad incarnarsi in corpi umani o bestiali sino alla finale purificazione (catarsi).
La novità del pensiero di Pitagora rispetto all'orfismo è rappresentato dalla considerazione della scienza come strumento di purificazione nel senso che l'ignoranza è ritenuta una colpa da cui ci si libera con il sapere. Questa particolarità della dottrina è ritenuta dagli studiosi sicuramente appartenente a Pitagora che viene tradizionalmente definito, a partire da Eraclito, come polymathés (erudito). In che consistesse la sua erudizione però mancano notizie certe[13]. Si sa che nella sua scuola vigeva una distinzione tra i discepoli: vi erano gli acusmatici, gli ascoltatori obbligati a seguire le lezioni in silenzio e i mathematici che potevano interloquire con il maestro e ai quali erano rivelate le parti più profonde della scienza.
Da questa distinzione, dopo la morte di Pitagora ne seguì una contesa tra le due fazioni di discepoli che si attribuivano l'eredità filosofica del maestro.
È quasi certo che l'insegnamento (màthema) pitagorico avesse un aspetto mistico-religioso consistente in un addottrinamento dogmatico, secondo il noto motto della scuola “αὐτὸς ἔφα” o “ipse dixit” (lo ha detto lui), e un contenuto che molto probabilmente riguardava gli opposti ed i numeri (in quanto principi cosmologici), da intendersi però, come hanno osservato vari autori, tra cui Edouard Schuré e René Guénon, in un senso non solo quantitativo, ma anche qualitativo e simbolico.[14]
Riguardo alle elaborazioni scientifiche attribuite a Pitagora, gli storici della filosofia non sono in grado di averne certezza.
Le dottrine astronomiche sono sicuramente state eleborate dai suoi discepoli nella seconda metà del V secolo a.C.
Il teorema, per cui il filosofo è famoso, era già noto agli antichi Babilonesi ma alcune testimonianze, tra cui Proclo riferiscono che Pitagora ne avrebbe intuito la validità mentre si deve a lui avere indicato come sostanza primigenia (archè) l'armonia determinata dal rapporto tra i numeri e gli accordi musicali.
Note
- ^ Il nome deriverebbe, secondo una probabile etimologia, dal greco Πυθαγòρας - Pythagòras -, da πεἰθω -pèithō- = persuadere + ἀγορά -agorà- = piazza, lett.colui che persuade la piazza
- ^ J. Burnet, Antica filosofia greca pag.37 e sgg.
- ^ Aristotele, Metafisica 985b
- ^ il ritratto bronzeo avrebbe fatto parte parte dell'arredo urbano di Reggio Calabria proprio durante il periodo pitagorico vissuto dalla città quando, finita la tirannide, il potere politico passò nelle mani dell'aristocrazia che a partire dal 455 a.C. ospitò gli esuli pitagorici scacciati da Crotone favorendo la nascita della scuola pitagorica reggina; dunque la statua di Pitagora sarebbe divenuta parte del bottino di guerra che Dionisio I di Siracusa usò per pagare i soldati dopo la presa di Reggio avvenuta nel 386 a.C., caricato sulla nave che affondò nei mari dello Stretto proprio in quel periodo - "Il ritratto di Pitagora di Samo" a cura del prof. Daniele Castrizio dell'università di Messina
- ^ Enciclopedia Treccani in voce corrispondente
- ^ Cfr. Cioffi ed altri, I filosofi e le idee, Vol.I, Ed. Bruno Mondadori 2004 pag.46.
- ^ Christoph Riedweg in Pitagora: vita, dottrina e influenza, Vita e Pensiero, 2007 cita Giamblico in Vita di Pitagora, 199
- ^ Cfr. Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VIII, I.
- ^ Christoph Riedweg in Op.cit. pagg.90 e sgg.
- ^ Cfr. Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora. Storia del vegetarianismo dall'antica Grecia a Internet, Carocci editore, Roma 2008, pp. 15-19.
- ^ Enciclopedia Garzanti di filosofia, Milano 1981 p.705
- ^ Diels-Kranz, 21, B, 7
- ^ Anche sulla prima definizione di se stesso come filosofo (come è stato riferito da Cicerone e Diogene Laerzio) attribuita a Pitagora come "colui che ama il sapere", ma non lo possiede in quanto solo il dio è sapiente del tutto, sono stati recentemente avanzate nuove prove a conferma della tradizione da da Riedweg Christoph ,in Pitagora. Vita, dottrina e influenza, Editore: Vita e Pensiero 2007
- ^ Paolo Scroccaro, Pitagora:la dottrina dei numeri e degli opposti
Bibliografia
- Lucio Lombardo Radice , La matematica da Pitagora a Newton , Edizione Muzzio, Roma, 2003
- Ferguson Kitty, La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico, Editore: Longanesi 2009
- Riedweg Christoph , Pitagora. Vita, dottrina e influenza, Editore: Vita e Pensiero 2007
- Joost-Gaugier Christiane L., Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull'arte, Editore: Arkeios 2008
- Fucarino Carmelo, "Pitagora e il vegetarianesimo", Editore: Giannone A. 1982
- Rostagni Augusto, "Il verbo di Pitagora", Editore: Il Basilisco 1982
- M. Timpanaro Cardini, "Pitagorici, Testimonianze e frammenti", 3 volumi, Editore: La Nuova Italia,1969
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