Angelologia * Angeli sabato 19 maggio 2012 Registrazione Login

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      « Chi compie una Mitzvà acquisisce un angelo, chi ne compie due acquisisce due angeli, chi compie più Mitzvot acquisisce mezza schiera di angeli »        

Significato

Il nome biblico per "angelo", מלאך ("malak"), acquista il significato di "angelo" solo in connessione col nome di Dio, ad esempio "angelo del Signore", o "angelo di Dio" (Zaccaria 12:8). Altre espressioni sono "figli di Dio", (Genesi 6:4; Giobbe 1:6; Salmi 89:6) e "Suoi santi" (Zaccaria 14:5). Il termine italiano che traduce la parola ebraica E-lohim è anche dei, concetto che esprime il ruolo di essi come principi celesti. Secondo le interpretazioni dell'Ebraismo, il plurale 'E-lohim (pluralis maiestatis usato talora per indicare senz'altro l'unico vero Dio) viene impiegato talvolta in riferimento agli angeli, chiamati bnēi 'E-lohim o bnēi Elim, anche se in altre occasioni tali espressioni sono usate per riferirsi ai Giudici. Molte notizie sugli angeli si trovano nell'insegnamento dei rabbini secondo la tradizione ebraica.

L'Universo, secondo gli Ebrei, è abitato da due categorie di esseri: gli angeli e gli esseri umani. Una corte celeste, con Dio Re e un esercito di ministri attorno a Lui, si trova descritta nel Tanakh e gli angeli vengono citati quali servi dell'Altissimo: esistono ordini, classi e schiere a capo delle quali viene distinto un angelo principale. Gli angeli non possono ribellarsi alla volontà divina in quanto direttamente legati ad essa e perché mancanti del libero arbitrio.

Creazione degli angeli

Vi è una discussione Halakhica che presenta due opinioni sul giorno della creazione degli angeli, se essa sia avvenuta nel secondo o nel quinto giorno della Creazione: i maestri ebrei affermano come vera la seconda opinione.

Molti angeli possono essere creati o essere cancellati; secondo gli insegnamenti dello Zohar le due tipologie di angeli suddette, gli angeli eterni creati nei primi sei giorni della Creazione e quelli non duraturi che possono essere creati e cancellati in un solo giorno, possono essere paragonate ai due tipi di pioggia: nel primo caso si tratta la pioggia piena, paragonata ancora ai fili d'erba maturi, il secondo riguarda metaforicamente la pioggia leggera che concerne i fili d'erba appena creati.

Ordini angelici

Come la Merkavah i serafini, che sono cherubini, appartengono al Mondo di Beri'ah; le sante Chayyot al Mondo di Yetzirah e, ad esse collegati, gli Offanim corrispondono ad Asiyah.

Akatriel corrisponde a in Beri'ah, Metatron a Yetzirah e Sandalfon ad Asiyah.

Rapporto tra gli angeli e Dio

Anche il versetto gli angeli sono tenuti in vita solamente dallo splendore della Sua presenza (Esodo R. 32. 4): essi ricevono il proprio "cibo celeste" dalla Shekhinah e, nel momento in cui essa scende per nutrirli, si coprono il volto per non osservare a lungo la sua essenza; si racconta infatti che i due figli di Aronne Nadav ed Abiu morirono per aver osservato a lungo ed in modo troppo profondo l'Essenza di Dio nella rivelazione della Shekhinah.

Nei testi dei profeti del Tanakh vengono descritti molti ordini angelici che salgono assieme alla Shekhinah.

Si parla di 248 angeli particolari con un legame con la Shekhinah di maggiore rilevanza se messo a confronto con quello degli altri: 248 è il anche il numero dei precetti positivi della Torah rispetto ai 365 precetti negativi, le proibizioni.

Le missioni degli angeli

Il motivo fondamentale dell'angelologia rabbinica non è quello di trovare intermediari tra Dio e il mondo, poiché non vi è bisogno di tali intermediari; essi sono infatti compresi nell'Unità divina inoltre i maestri insegnano che è proibito rivolgersi in preghiera agli angeli. Il vero scopo di essa era la glorificazione di Dio. Quindi il compito primario degli angeli, per gli Ebrei, è quello di onorare Dio, ma anche di portare messaggi agli uomini dotati del grado della profezia, di apportare benedizioni secondo il volere divino o compiere missioni sul piano della Natura; non svolgono, quindi, una funzione di intercessione per gli uomini, ma di presentazione agli uomini della volontà di Dio.

Un angelo non può compiere più di una missione nello stesso momento e uno stesso angelo può essere addetto a più missioni e questo benché vi siano caratteristiche precise per ciascuno di essi.

Vi sono poi angeli distruttori, angeli misericordiosi, angeli della Giustizia ed angeli della Giustizia e della Misericordia assieme: spesso i primi vengono associati alla Giustizia divina nel rigore severo.

Ognuna delle 70 Nazioni esistenti e descritte nel Tanakh possiede un Principe angelico stretto ad essa tranne il popolo d'Israele direttamente stretto e legato a Dio: nel corso della storia può succedere che un principe angelico abbia il dominio invece di un altro e la Nazione corrispondente domini anche sul popolo d'Israele come successe nell'Esilio in Egitto, ma anche questo succede per Volontà divina: nell'era messianica nessuna Nazione può più dominare sul popolo ebraico.

Rapporto tra gli angeli e gli uomini

Molti sono i casi di visione degli stessi ad occhio nudo: l'esegesi ebraica afferma che la cecità del terzo patriarca del popolo d'Israele Giacobbe era dovuta all'intensità della luce degli angeli spesso descritti come composti di acqua e fuoco celesti usando per la sostanza celeste degli angeli anche la metafora di tizzoni ardenti e di fulgori e bagliori. Esistono due livelli di visione degli angeli: il primo e più alto riguarda la visione di essi nella forma assunta di uomini, il secondo permette di intravederne unicamente la luce celeste. Ad esempio di ciò sono Avraham, del primo livello, e Lot che poteva intravederne le fattezze celesti più semplici.

Per la manna vi è la metafora della sua produzione tramite il "sudore" dell'ordine angelico delle Chayyot: queste, a capo delle quali sta l'angelo principe della Merkavah Metatron, sono legate alla Shekhinah ad uno dei livelli più alti tra tutti gli angeli.

Al passaggio del Mar Rosso tutto Israele poté assistere alla rivelazione della Gloria splendente di Dio con tutti i suoi angeli:

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Angelo

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L'Annunciazione - L'arcangelo Gabriele annuncia a Maria la nascita di Gesù (El Greco, 1575).

In molte tradizioni religiose, un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio (o gli dei).

Il termine ha origine dal latino angelus, a sua volta derivato dal greco ἄγγελος, ánghelos, che significa inviato, messaggero.

In inglese angelo è usato anche per אביר, abbir (lett. "potente" nel Salmo 78,25), per אלהים, Elohim (lett. "Divinità" nel Salmo 8,5), e per l'oscuro אלהים, shin'an nel Salmo 68,17.

La parola ebraica più simile ad angelo è מלאך, mal'ach, che ha il medesimo significato.

Le raffigurazioni degli angeli di età più remota risalgono alla antica civiltà degli Ittiti.

Nello Zoroastrismo

Nello Zoroastrismo vi sono differenti esseri simili agli angeli. Ad esempio, ogni persona ha un angelo custode, chiamato Fravashi. Essi assistono gli esseri umani e le altre creature, oltre a manifestare la potenza divina. Anche gli Amesha Spenta sono spesso ricordati come angeli (sebbene non siano latori di messaggi agli uomini), anche se essi sono piuttosto emanazioni di Ahura Mazda ("Signore Sapiente", Dio). Essi compaiono in modo astratto nel pensiero religioso di Zarathustra e più tardi (durante il periodo achemenide dello Zoroastrismo) si personalizzano e sono associati a un aspetto della creazione divina (fuoco, piante, acqua, magia, e altro).

Nell'Ebraismo

  
  
  « ognuno cantò il canto... e lo spirito santo era nella bocca di ognuno »
 

Spesso l'anima di alcuni uomini, se degni, può essere superiore a quella degli angeli: gli angeli definirono Mosè Moshè Rabbèinu, espressione ebraica tradotta in Mosè Nostro Maestro.

Il profeta Elia, precursore dell'era messianica, secondo i testi biblici ebbe la concessione di essere visitato dal Signore con lo spirito santo anche per aver effettuato il tikkun della completa unità con la Shekhinah e tutti gli angeli, cosa che mantenne per il resto della vita.

È scritto inoltre che, come Mosé che poteva essere avvolto dalla Nube celeste, così anche Elia "ascese al Cielo" e poi trasformato nella sua anima in un angelo così compreso in modo eterno assoluto nell'essenza della Shekhinah: sempre lo Zohar spiega infatti che i molti casi di apparizione del profeta Elia a differenti maestri a distanza di secoli dalla sua ascesa sono dovuti alla sua inclusione nell'onnipresenza dell'Eterno.

Esistono poi dei veri e propri palazzi superiori o degli abissi dove sostano alcuni angeli ad essi preposti; esistono poi gli Heikaloth, palazzi celesti il cui accesso è permesso al mistico Ebreo solo quando egli sappia fornire le chiavi dei Nomi divini analoghe ad essi.

Accanto ad ogni persona stanno due angeli, uno appartenente all'ordine degli angeli della Giustizia divina, o del rigore, e l'altro dalla parte della Misericordia.

Nel Cristianesimo

Scuola del Basso Reno, Sacra famiglia con angeli, 1425 circa, Berlino Gemäldegalerie
Guido Reni, San Michele arcangelo caccia Lucifero, Chiesa di Santa Maria Immacolata a Via Veneto.
L'Angelo della Resurrezione - opera dello scultore Giulio Monteverde - è una delle più conosciute opere scultoree riguardanti figure angeliche. Cimitero monumentale di Staglieno, a Genova.

Nel Cattolicesimo gli angeli sono creature di Dio spirituali, incorporee ma personali (dotate di intelligenza e volontà propria) e, tra gli esseri visibili, sono quelli con il più alto grado di perfezione.

La loro esistenza è una verità di fede confermata dalla Sacra scrittura e dalla tradizione cattolica. Secondo una definizione di sant'Agostino il termine angelo non definisce l'essere della creatura bensì l'ufficio o il compito assegnato da Dio. Sono realtà spirituali alle dirette dipendenze di Dio.

Nella Chiesa cattolica gli angeli assumono una dimensione fortemente cristologica. Essi annunciano Cristo, lo servono, ne sono messaggeri, sono creati fin dalla loro origine in funzione del suo regno e del suo disegno di salvezza e di vita.

Gli angeli hanno anche la funzione di assistere e proteggere la Chiesa e la vita umana, per questo vengono invocati nelle celebrazioni e nelle preghiere dei credenti. Sono segno della provvidenza di Dio e circondano con la loro protezione ed intercessione tutta la vita umana del fedele. Secondo le parole di Gesù, ognuno ha un proprio angelo custode e quelli dei bambini e dei semplici contemplano continuamente il volto di Dio.

Nella Bibbia, libro di Tobia, si legge che gli arcangeli sono coloro che siedono alla presenza di Dio, ne contemplano la gloria e lo lodano incessantemente. La Chiesa cattolica privilegia tre arcangeli:

  • Michele, etimologicamente "Chi è come Dio?", è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. Nel libro biblico di Daniele (12, 1) viene indicato come particolare protettore del popolo di Israele.
  • Gabriele, "Forza di Dio", si suppone lottò con Giacobbe (lotta con Dio, Genesi cap.32), rompendogli il femore, e gli diede il nome di Israele. Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione).
  • Raffaele, "Guarigione di Dio", è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobia nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobia. È spesso identificato come l'angelo custode per eccellenza.

La concezione delle gerarchie angeliche si fa risalire alla sistematizzazione che lo pseudo-Dionigi Areopagita diede nella sua opera "De coelesti hierarchia" dell'angelologia biblica propria dei padri della chiesa che suddivide gli angeli in nove "cori" detti cori angelici: Angeli; Arcangeli; Archai o Principati; Potestà; Virtù; Dominazioni; Troni; Cherubini; Serafini. Sono 3 serie di schiere angeliche composte ciascuna da tre tipologie di Angeli i quali avrebbero funzioni, regole e compiti precisi. Vi è poi un angelo che ha il compito di distruggere questo mondo, l'Angelo dell'Apocalisse, chiamato anche Nemesis: ha un'ala nera e una bianca e nella sinistra tiene una spada senza lama che ha in sé il potere del bene e del male. Pare che la teoria dello pseudo-Dionigi derivi da una concezione greca.

Nell'Islam

Muhammad e i suoi Compagni che avanzano alla conquista di Mecca, accompagnati dagli angeli Gabriele, Michele, Israfil e Azrail.
(Manoscritto in lingua turca del 1595 del Siyer-i Nebi, opera biografica sul Profeta il cui originale arabo, la Sīrat al-nabī, fu realizzata da Ibn Ishaq)

Nel Corano, il libro sacro per la religione musulmana, la riflessione attorno gli angeli si concentra spesso su due aspetti fondamentali: la loro natura e il loro ruolo nei rapporti con gli uomini.

Per l'Islamismo l'esistenza degli angeli è un atto di fede; nel Corano si distinguono tre specie di esseri celesti con funzioni e caratteristiche diverse. Ci sono gli angeli, i jinn (sorta di geni) e i diavoli (shayāṭīn). I primi hanno natura di luce, mentre jinn e demoni hanno sostanza di fuoco. Si differenziano inoltre per l'atteggiamento nei confronti dell'uomo. Gli angeli del Corano non differiscono da quelli dell'Ebraismo e del Cristianesimo, mentre i jinn hanno una funzione ambigua, dividendosi in un gruppo (maggioritario) più o meno nettamente ostile all'uomo e in un gruppo (minoritario) a lui benevolo, capace di proteggere luoghi e persone.
Tra questi ultimi si ricordano i qarīn, due esseri invisibili - uno miscredente e uno credente - che agiscono da "spiriti custodi" (Muhammad si dice avesse convertito il suo che era miscredente, rendendolo anch'esso spirito positivo)[1]. Caratteristica infatti dei jinn è di poter essere musulmani (e quindi benevoli) o non musulmani (e quindi ostili all'uomo).

Due angeli particolari, Munkar e Nakir, sono preposti ad un "interrogatorio" dei defunti, una volta deposti nella tomba. Le domande essenziali riguardano l'appartenenza o meno all'Islam ("chi è il tuo Dio?", "chi è il tuo Profeta?"). E nel caso che le risposte condannino il defunto, Munkar e Nakir lo percuotono violentemente cominciando a somministrargli un anticipo della punizione che verrà dopo il giorno del Giudizio.

Gli angeli hanno soprattutto il compito di servire Allāh, condurre gli uomini a Dio, portando la fede in terra, indicando le vie da seguire per ottenere il premio finale. La missione degli angeli, però, è sempre determinata dal volere di Dio, anche se gli angeli, come nel Cristianesimo, svolgono una funzione di "intercessione" presso Dio per gli uomini.

Note

  1. ^ Shiblī, Ākām al-murjān fī aḥkām al-jānn, ed. dello Shaykh Qāsim al-Šammā‘ī al-Rifā‘ī, Beirut, Dār al-Qalam, 1988, cap. X.

Gerarchia degli angeli

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I 9 Cori Angelici. Miniatura dal breviario di Ildegarda di Bingen (1098-1179)

Secondo la tradizione cristiana, di origine medioevale, gli angeli sono organizzati in differenti ordini, detti Cori Angelici.

La classificazione più influente fu discussa da Pseudo-Dionigi nel quarto o quinto secolo, nel libro De Caelesti hyerarchia. In questo suo lavoro, l'autore aveva indicato alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico gli Efesini 6,12 e i Colossesi 1,16, sulla cui base costruire uno schema di tre Gerarchie, Sfere o Triadi di angeli, nella quale ogni Gerarchia contiene tre Ordini o Cori. In decrescente ordine di potenza questi sono:

Durante il Medioevo, molti altri schemi furono proposti, alcuni illustrando o espandendo quello di Pseudo-Dionisio, altri suggerendo classificazioni completamente differenti. Eccone un esempio:

  • Prima Gerarchia: Serafini, Cherubini, Arcangeli
  • Seconda Gerarchia: Dominazioni, Virtù, Principati, Autorità, Potestà, Troni
  • Terza Gerarchia: Angeli

Alcuni autori limitano i Troni a sette.

Indice

Prima Sfera

Serafini

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I Serafini (da "Seraph") appartengono al più alto ordine di angeli, asservono il ruolo di guardiani del trono di Dio e continuamente cantano le sue preghiere: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!». È anche detto che circondano il trono di Dio, cantando la musica delle sfere e regolando il movimento del cielo cosi come viene comandato da Dio, e che emanano una luce così potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, possa guardarli. Quattro di loro circondano il trono di Dio, dove bruciano eternamente per amore e zelo per Dio. Sono angeli dalle 6 ali.

Molti cristiani credono che il Diavolo sia un angelo decaduto e che una volta fosse nei Cieli un Serafino, che si credette secondo in potenza a Dio, ponendolo come un angelo della luce prima del suo peccato contro Dio. A differenza degli altri Serafini che hanno sei ali, Satana ne possiederebbe 12.

Quanto al nome dei Serafini, esso ci rivela il loro continuo ed incessante movimento attorno alle realtà divine, il calore, l'ardore, il ribollire di questo eterno movimento continuo, stabile e fermo, la capacità di rendere simili a se stessi i subordinati, elevandoli energicamente, facendoli ribollire ed infiammare fino ad un calore uguale al loro, il potere catartico simile alla folgore, la natura luminosa e risplendente che mai si occulta e che è inestinguibile, fugatrice di ogni tetra oscurità.

I Serafini vengono menzionati nella Bibbia in Isaia6:2 e Isaia6:6.

Cherubini

Due cherubini in un celebre dipinto di Raffaello
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I Cherubini stanno oltre il trono di Dio; sono i guardiani della luce e delle stelle. Si crede che, anche se sono stati rimossi dal piano reale e materiale degli uomini, la luce divina che essi filtrano giù dal cielo possa ancora toccare le vite umane.

Hanno quattro ali e quattro facce, ovvero una umana, una di cherubino, una di leone ed infine una di aquila. I Cherubini sono considerati coloro dediti alla protezione. Essi stanno a guardia dell'Eden e del trono di Dio.

Il loro grado tra gli angeli non è certo, ma vengono comunque posti nella Prima Sfera. Alcuni li credono essere un ordine di angeli; altri li credono una classe al di sopra di ogni altro angelo. I Cherubini hanno una perfetta conoscenza di Dio, superata soltanto dall'amore di Dio dei Serafini.

Quanto al nome dei Cherubini, esso ci rivela il loro potere di conoscere e di contemplare la Divinità, la loro attitudine a ricevere il dono di luce più alto e a contemplare la dignità del Principio divino nella sua potenza originaria, la loro capacità di riempirsi del dono della saggezza e di comunicarlo, senza invidia, a quelli del secondo ordine...

Due cherubini si trovano agli opposti dell'Arca dell'Alleanza.

Essi vengono menzionati di solito al plurale nella Bibbia in Genesi3,24, Esodo25,18-22, Esodo26,1, Esodo26,31, Esodo36,8, Esodo36,35, Esodo37,7-9, Numeri7,89, 1Samuele4,4, 1Re6,23-35, 1Re7,29, 1Re7,36, 1Re8,6-7, 2Re19,15, 1Cronache13,6, 1Cronache28,18, 2Cronache3,7-14, 2Cronache5,7-8, Salmi80,1, Salmi99,1, Isaia37,16, Ezechiele10,1-22, Ezechiele11,22, Ezechiele41,18-25, Ebrei9,5.

Essi vengono menzionati nella Bibbia anche al singolare in Esodo25,19, Esodo37,8, 2Samuele22,11, 1Re6,25-26, 2Cronache3,11-12, Salmi18,10, Ezechiele9,3, Ezechiele10,9-14, Ezechiele28,14-16, Ezechiele41,18-19.

Troni

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I Troni o Ophanim sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. Il loro compito è quello di portare il trono di Dio per il Paradiso in suo nome.

Inoltre, sono descritti come ruote intersecate ad altre ruote, delle quali una si muove avanti e indietro, e l'altra si muove da un lato all'altro. Queste ruote sono dotate di innumerevoli occhi: questa immagine si trova nel Libro di Ezechiele, dove il profeta Ezechiele descrive la visione dei Cieli; il profeta non descrive esplicitamente queste ruote come angeli, ma come oggetti o "creature viventi" che possiedono uno spirito.

I Troni sono pari in uguaglianza, autorità e potere se comparati con le Potestà. Tuttavia essi sono politicamente, militarmente e economicamente orientati, e le loro preoccupazioni generali ruotano attorno al mondo e al genere umano. I troni hanno autorità oltre ogni altra maggiore divisione del mondo.

Paolo usa il termine troni nella lettera ai Colossesi 1:16 .

Quanto al nome di Troni, spiriti molto alti e sublimi, esso ci indica che queste intelligenze trascendono in modo puro ogni vile inclinazione, che si elevano verso la vetta in modo ultraterreno, fermamente si ritraggono da ogni bassezza, siedono totalmente, in modo saldo e ben fondato, attorno a Colui che è veramente l'Altissimo, che accolgono ciò che discende dal Principio divino con una calma tutta immateriale, e infine che sono portatori del Divino, premurosamente aperti a ricevere le Sue donazioni.

Seconda Sfera

Dominazioni

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Le Dominazioni, sono conosciute anche come Hashmallim, e hanno il compito di regolare i compiti degli angeli inferiori. Ricevono i loro ordini dai Serafini, Cherubini o direttamente da Dio, e devono assicurarsi che il cosmo sia sempre in ordine. È con estrema rarità che le Dominazioni assumano forma fisica per mostrarsi ai mortali. Invece, si interessano tranquillamente dei particolari dell'esistenza.

Sono gli Angeli ai quali Dio affida la forza del Dominare. Essi compongono l'esercito dell'Apocalisse e da loro dipende l'ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli si rivolgono per mantenerlo.

Difatti il termine dominazioni è usato da Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi 1:16 .

È possibile che il nome rivelatore delle sante Dominazioni ci indichi la loro forza di elevarsi, che mai si sottomette, libera da ogni inferiore cedimento; esse non si abbassano assolutamente a nessuna realtà discordante e tirannica, superano ogni degradante asservimento, entrano il più possibile in comunione con l'eterna divinità del Principio della Dominazione.

Potestà

Le Potestà sono esseri angelici dai molti colori, come vapori nebbiosi. Sono gli elementi portanti della coscienza e custodi della storia. Gli angeli della nascita e della morte sono Potestà. Sono accademicamente guidati e interessati all'ideologia, filosofia, teologia, religione e ai documenti che appartengono a questi studi. Le potenze sono le menti: un gruppo di esperti che servono da consiglieri e pianificatori della politica. Il loro compito è quello di sorvegliare la distribuzione di poteri all'umanità, in loro nome. Nella credenza popolare sono gli Angeli che accompagnano le decisioni dei padri e li consigliano nella cura della famiglia.

Paolo usa il termine potestà nella lettera ai Colossesi1:16 e nella lettera agli Efesini 1:21.
Gruppo marmoreo con angeli al cimitero monumentale di Staglieno

Quanto al nome delle sante Potestà, esso ci rivela la loro parità di grado condivisa con le Dominazioni e con le Virtù, la disposizione molto armoniosa nell'accogliere i doni divini, il carattere di potenza ultraterrena e intelligente, che non abusa tirannicamente delle sue potenti forze, volgendole al peggio, ma che si eleva ed eleva con bontà i subordinati verso le realtà divine, e che tende ad assimilarsi al Principio della Potestà, fonte di ogni potestà, che Lo riflette, per quanto è possibile agli Angeli...

Potenze e Autorità

Questi due tipi di angeli sono uguali in potenza e autorità. Le Potenze sviluppano le ideologie dove le Autorità scrivono i documenti e le dottrine.

Entrambe sono coinvolte nella formulazione delle ideologie. Tuttavia, le Potenze tutto comprendono dove le Autorità si focalizzano su specifiche linee di conoscenza.

Le Autorità sono specializzate nello stampare quelle idee e nella produzione degli attuali documenti.

Paolo usa il termine potenza e autorità nella lettera agli Efesini 1:21.

Virtù

Le Virtù, anche chiamate Fortezze, si trovano oltre il trono di Dio e sono uguali ai Principati. Il loro dovere è quello di osservare i gruppi di persone. La loro forma è simile a lampi di luce che ispirano nell'umanità molte cose come l'Arte o la Scienza,

Il nome delle sante Virtù significa coraggio saldo e intrepidità in tutte le attività, un coraggio che mai si stanca di accogliere le illuminazioni donate dal Principio divino, che è anzi potentemente teso all'imitazione di Dio...

Dispensatori di Grazia, definiscono l’archetipo, in termini di qualità specifiche, dell’elemento creato. Stabiliscono pertanto le caratteristiche proprie dell’elemento: attribuiscono la forma, il colore, la dimensione, il profumo, la temperatura. Da questo momento in poi l’elemento è pronto per scendere nei piani della materia, manifestandosi, sia esso un fiore o una galassia.

Terza Sfera

Angeli che assolvono la funzione di messaggeri del Cielo.

Principati

I Principati sono esseri angelici dalla forma simile a raggi di luce. Si trovano oltre il gruppo degli arcangeli. Sono gli angeli guardiani delle nazioni e delle contee, e tutto quello che concerne i loro problemi e eventi, inclusa la politica, i problemi militari, il commercio e lo scambio. Uno dei loro compiti è quello di scegliere chi tra l'umanità può dominare.

Paolo usa il termine Principati nelle lettere ai Colossesi 1:16 e agli Efesini 1:21;3:10.

Arcangeli

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Gli Arcangeli sono usualmente considerati il secondo ordine più basso della Prima Sfera; questi angeli tendono ad essere i più grandi consiglieri e amministratori inviati dal Cielo. Un arcangelo ha normalmente un ruolo di grande importanza nei riguardi dell'uomo. Secondo l'Angelologia di Pseudo-Dionigi, tuttavia, gli Arcangeli stanno appena sopra l'ordine angelico, quello degli Angeli comuni.

La parola "arcangelo" è usata solamente due volte nelle scritture ( ma diverse volte nel Septuaginta): una volta riferendosi a Michele l'arcangelo e nell'altro caso riferendosi a Gabriele.

La credenza che Satana fosse un cherubino prima della sua caduta dal cielo è una teoria più moderna. Questa credenza è basata sul fatto che:

  • il cherubino che cadde era il Re della terra;
  • lo scontro nell'Apocalisse contro l'arcangelo Michele sembra mostrare che lui fosse un arcangelo.

Alcuni insistono che gli arcangeli non sono divisi in separati ordini ma nella tradizione cattolica gli arcangeli (Michele, Raffaele, Gabriele e in alcuni casi Uriel) sono cherubini o serafini oltre che essere arcangeli. Tuttavia, in ogni caso, essere arcangelo implica chiaramente una parte nella prima sfera degli angeli. Talvolta, Lucifero viene inoltre considerato essere un arcangelo prima della sua Caduta. Essendo il "secondo in comando" a Dio, implica che non fosse comunque al di sotto dei Serafini.

Angeli

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Gli Angeli appartengono all'ordine più basso della gerarchia degli angeli, e sono i più familiari agli uomini. poiché sovraintendono a tutte le occupazioni degli uomini. All'interno della categoria degli angeli, ci sono differenze di molti tipi. Gli angeli vengono sovente inviati come messaggeri agli uomini. La parola "angelo" proviene dal greco "anghellos", cioè "messaggero".

Tutte le gerarchie Angeliche sono lodate dall' umanità grazie alla Corona Angelica, una corona simile ad un Rosario nella quale si pregano gli angeli di appunto ogni gerarchia e si chiede loro di intercedere presso Dio per ottenere delle grazie. Essa è in grado poi di ottenere in particolari giorni anche delle indulgenze, se benedetta opportunamente da un Sacerdote.

Riferimenti

Bibliografia

  • Xavier Leon-Dufour, Dizionario di Teologia Biblica, Ed. Marietti 1965
  • Paola Giovetti, Angeli, Edizioni Mediterranee, Roma 1989
  • Terry Lynn Taylor, Messaggeri di luce, Ed. Amrita, Torino 1993
  • Geoffrey Hudson, Fratellanza degli uomini e degli Angeli, Ed. L'Età dell'Acquario, Grignasco (Novara) 1994
  • ... Ma gli Angeli esistono davvero?, Ed. Medjugorje, Torino 1994
  • Giulietta Bandiera, Angeli intorno a noi, Gruppo Editoriale Sirio, Milano 1995
  • Giulietta Bandiera, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende, alle curiosità e ai luoghi dell'Italia degli Angeli, Newton & Compton edizioni - Roma 2002
  • Rudolf Steiner, Gerarchie spirituali, Editrice Antroposofica, Milano 1995
  • Aurelio Penna, Gli Angeli, De Vecchi Editore, Milano 1996
  • Zecharia Sitchin, Dio, angeli, extraterrestri ed esseri multidimensionali, Gruppo Editoriale Futura, 1997
  • Nica Fiori, inserto, bimestrale I Misteri, n. 23, Edizioni Cioè, Roma 1997
  • Haziel, Angeli e Arcangeli, Mondadori, Milano 1998
  • Silvano Zucal, Ali dell'invisibile, Ed. Morcelliana, Brescia 1998
  • P.M. Virio, La Gnosi, C.S.A.M. Edizioni, Roma 1998
  • Fernando Pessoa, Pagine esoteriche, Adelphi Edizioni, Milano 1997
  • Rudolf Steiner, Le entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della Natura, Editrice Antroposofica, Milano 1995
  • Vicente Beltran Anglada, Il Linguaggio degli Angeli, Edizioni Synthesis, Torino 1998
  • Giordano Berti, I Mondi Ultraterreni, Mondadori Libri Illustrati, Milano 1998
  • Giuditta Dembech, Gli Angeli fra noi, L’Ariete, Settimo Torinese 1998
  • Haziel, I Poteri dell’Angelo Custode, Mondadori, Milano 1999
  • Daniel C. Matt, L'essenza della Cabala, Newton&Compton editori, Roma 1999
  • Massimo Centini, Gli Angeli esistono, De Vecchi Editore, Milano 1999
  • Philippe Olivier, Gli Angeli, gli Arcangeli, i Serafini e i Cherubini, 3 volumi, DVE Italia SpA, Milano 2000
  • Giordano Berti, Enoch l'entronauta, Gruppo Editoriale Armenia SpA, Milano 2000

 

  • Haziel, Il grande libro dei sogni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2000
  • Vicente Beltran Anglada, Gli Angeli nella vita sociale umana, Edizioni Synthesis, Torino 2000

Angelo custode

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L'angelo custode è un angelo che, secondo la tradizione cristiana, accompagna ogni uomo nella vita, guidandolo e sorvegliandolo. L'angelo custode è una figura ricorrente nella vita di molti Santi e in molti paesi vi è una devozione particolare. L'angelo prende il nome del neonato con il battesimo ed è invocato con la tradizionale preghiera dell'Angelo di Dio.

Storia del concetto di angelo custode

Il concetto dell'Angelo Custode è sorto all'interno del Cristianesimo intorno al V secolo attraverso le opere dello Pseudo-Dionigi l'Areopagita. Tuttavia l'idea di uno spirito inviato dalla divinità a sorvegliare su ogni singolo essere umano era già presente nella filosofia greca antica e nello stesso Platone nel suo Fedone.

Un concetto similare, ma non sviluppato né delineato in maniera approfondita, è presente anche nell'Antico Testamento. Nel Libro di Giobbe si dice:

  « Ma se vi è un angelo presso di lui,
un protettore solo fra mille,
per mostrare all'uomo il suo dovere, »
   
(Giobbe 33, 23)

mentre nel Libro di Daniele è scritto:

  « Ma il capo del regno di Persia m'ha resistito ventun giorni; però Michele, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso e io sono rimasto là presso i re di Persia. »
   
(Daniele 10:13)

In quest'ultimo passo il termine re di Persia sta ad indicare un angelo caduto o demone, mentre Michele è uno dei pochi angeli indicati dalla Sacra Bibbia.

 

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