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visitate anche la pagina Parole di saggezza
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| BUON IMBOLOC !!!! - lunedì 30 gennaio 2012 |
| LIBRI DI ADRIANA POZZI - mercoledì 25 gennaio 2012Ciao a tutti, vi comunico che potete trovare i miei libri in formato epub in vendita sul sito Lulu
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Buon acquisto e buona lettura.
Namastè Adriana |
| Racconto - sabato 24 dicembre 2011
un racconto che ci fa riflettere....
Namastè Adriana
"C'era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname.
Un giorno, durante l'assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente.
Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.
Uno prese la parola: "Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra". Un altro intervenne: "Non possiamo tenere fra noi sorella Pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca". "Fratel Martello - protestò un altro - ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore. E' urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!". "E i Chiodi? SI può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano. E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche Cartavetro, la cui unica ragion d'essere sembra quella di graffiare il prossimo!".
Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname.
Parlavano tutti insieme.
Il martello voleva espellere la lima e la pialla, questi volevano a loro volta l'espulsione di chiodi e martello, e così via. Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.
La riunione fu bruscamente interrotta dall'arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone di lavoro.
L'uomo prese un asse e lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa che dalla lingua scabra, sorella Cartavetro che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo. Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte. Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere. Per accogliere la Vita.
Dio ci guarda con l'occhio del falegname".
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| Natale - giovedì 22 dicembre 2011
Natale
Una leggenda sulle origini dell’albero di Natale ci riporta a San Bonifacio. Era questi un monaco inglese che organizzò le chiese cristiane in Francia e Germania. Un giorno durante un viaggio San Bonifacio incontrò un gruppo di pagani riuniti intorno ad una grande quercia per sacrificare un bambino al dio Thor. Per fermare il rito sacrificale e salvare la vita del bambino Bonifacio sferrando un fortissimo pugno fece cadere la quercia e al suo posto apparve un piccolo abete. Il santo disse ai pagani che quel piccolo abete era l’Albero della Vita e simboleggiava la vita eterna di Cristo.
Un’altra leggenda racconta che Martin Luther, il fondatore del protestantesimo, mentre camminava in un bosco la vigilia di Natale fu attratto dallo scintillio proveniente dagli alberi ghiacciati che, illuminati dai bagliori della luna, sembravano fossero ricoperti da migliaia di stelle. Così affascinato da quello spettacolo Martin Luther tagliò un piccolo albero per portarlo a casa alla sua famiglia. Per ricreare lo stesso luccichio che aveva visto nel bosco, egli pose su tutti i rami delle candele.Secondo altri l'albero natalizio decorato viene dall'Egitto in quanto il pino assomiglia a una piccola piramide, e sarebbe stato un viaggiatore a riportare l'idea di imitare le piramidi con un albero dalla terra dei faraoni in Europa .
Un’altra storia che giunge dalla Germania parla di ragni e degli alberi di Natale. Tanto tempo fa le famiglie permettevano ai loro animali di entrare in casa per ammirare l’albero di Natale durante la vigilia di Natale. Poiché Gesù era nato in una stalla essi ritenevano che gli animali potevano prender parte alle celebrazioni natalizie. Gli unici animali a cui ciò non era permesso erano i ragni, poiché le donne non volevano che le loro case fossero riempite di ragnatele. I ragni erano molto tristi per questo così un Natale si lamentarono con Gesù Bambino, che si dispiacque molto per loro e decise che quella notte, quando tutti erano a dormire, li avrebbe fatti entrare in casa per ammirare l’albero. I ragni rimasero incantati dall’albero e da quella notte entrarono di nascosto tutte le notti seguenti in casa e intrufolandosi tra i rami li ricoprirono con le loro ragnatele. La mattina di Natale quando le donne della casa si svegliarono videro quello che avevano fatto i ragni, ma invece di essere arrabbiate, rimasero deliziate. A ricordo di ciò, la notte in cui nasce Gesù Bambino, ancora oggi gli alberi di Natale vengono decorati con scintillanti fili di lamè.
Un'altra storia racconta .....mentre i Re Magi si avvicinavano a Betlemme, seguendo le indicazioni della stella che indicava loro il cammino, d'un tratto il cielo si rannuvolò e si accorsero che non potevano proseguire oltre. Disorientati, decisero di fermarsi e lasciar riposare i cammelli. Ciò fu molto saggio, perché, di lì a poco, cominciò a piovere copiosamente, come accade nel deserto, all'improvviso. I doni che i Magi portavano con sé rischiavano di rovinarsi, ma per fortuna riuscirono a trovare riparo sotto una palma molto grande, che con le sue lunghe fronde protesse i Magi, i cammelli e i doni dall'acquazzone. Da allora deriva l'usanza di tenere i doni sotto l'albero, che si è tramutato da palma in abete nella tradizione, perché Santa Claus è di origini nordiche…
Un’altra leggenda racconta ....In un villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Si attardò più del previsto e venuto il buio, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta cominciò a cadere una fitta neve. Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare. Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Cominciò a sentirsi stanco e si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco. L'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far toccare loro il suolo in modo da proteggerlo dalla neve e dal freddo. La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e uscito dal suo riparo, poté riabbracciare i compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che alla luce del sole dell'alba sembravano luci sfavillanti di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto gli abeti nelle foreste hanno mantenuto la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra e sono diventati il simbolo del Natale; in tutte le case vengono addobbati ed illuminati, quasi per riprodurre lo spettacolo che videro quel mattino gli abitanti del piccolo villaggio. |
| YULE - mercoledì 21 dicembre 2011

Yule
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nelle tradizioni germanica e Celtica precristiana, Yule era la festa del solstizio d'inverno. Nel neopaganesimo, soprattutto in quello germanico, rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat; viene celebrata intorno al 21 dicembre nell'emisfero settentrionale e intorno al 21 giugno in quello meridionale.
Etimologia
L'etimologia della parola "Yule" (Jól) non è chiara. È diffusa l'idea che derivi dal norreno Hjól ("ruota"), con riferimento al fatto che, nel solstizio d'inverno, la "ruota dell'anno si trova al suo estremo inferiore e inizia a risalire". I linguisti suggeriscono invece che Jól sia stata ereditata dalle lingue germaniche da un substrato linguistico pre-indoeuropeo. Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha entrambi i significati di Yule e di Natale, e viene talvolta usato anche per indicare altre festività di dicembre. Il termine si è diffuso anche nelle lingue finniche per indicare il Natale (in finlandese "Joulu"), sebbene tali lingue non siano di ceppo germanico.
La festa di Yule tradizionale
Non si sa molto sulla festa di Yule nella tradizione norrena. È certo che la celebrazione avveniva durante il solstizio invernale in epoca precristiana. Nonostante vi siano numerosi riferimenti a Yule nelle saghe islandesi, vi si trovano solo pochi e parziali resoconti circa la natura delle celebrazioni. Si trattava comunque di un periodo di riposo e danze, che in Islanda continuò a essere celebrato per tutto il medioevo, fino all'epoca della Riforma. Si sa anche che durante la festa avveniva il sacrificio di un maiale in onore del dio norreno Freyr, una tradizione che è rimasta nella cultura scandinava, in cui a Natale si consuma carne di maiale.
Rouche[1] riporta che le confraternite di artigiani del IX secolo (che in seguito divennero gilde), furono denunciate dal clero cattolico per i loro patti di reciproco sostegno, formulati in banchetti annuali che si tenevano il 26 dicembre, "giorno di festa del dio pagano Jul", in cui venivano evocati demoni e spiriti dei morti (p. 432).
L'etimologia del termine gilde sembra essere gi(u)l-day.
Relazioni con il Natale moderno
Quando i missionari iniziarono la conversione dei popoli germanici, adattarono alla tradizione cristiana molti simboli e feste locali (fu lo stesso Gregorio Magno, tra gli altri, a suggerire apertamente questo approccio alle gerarchie ecclesiastiche [1]). La festa di Yule venne quindi trasformata nel Natale, mantenendo però alcune delle sue tradizioni originarie. Fra i simboli moderni del Natale che parrebbero derivare da Yule compare, fra l'altro, l'uso decorativo del vischio e dell'agrifoglio e l'albero di Natale. Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L'albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l'anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l'oscurità dell'inverno. La birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L'albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell'anno che sarebbe arrivato.
Yule nel neopaganesimo
Yule è una delle feste minori degli otto Sabbat e viene festeggiata il 21 dicembre. In alcune tradizioni si commemora la morte dello Holly King ("Re Agrifoglio") che simboleggia l'anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Oak King ("Re Quercia"), che simboleggia l'anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. In altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole, (vedi anche l' antica festivita' Romana del Sol Invictus).
Il rituale tradizionale è una veglia celebrata dal tramonto all'alba successiva (la notte più lunga dell'anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente. Fra i sabbat neopagani, Yule è preceduto da Samhain e seguito da Imbolc.
La Yulefest australiana
Poiché, nell'emisfero meridionale, Natale cade nel periodo più caldo dell'anno, alcuni australiani celebrano una seconda festa nel solstizio d'inverno a giugno; questa festa è nota come Yulefest. |
| GUIDED HEALING MEDITATION - martedì 22 novembre 2011 |
| 11.11.11 - venerdì 11 novembre 2011 11.11.11, la data del grande cambiamento
11.11.11 è un palindromo che si ripeterà solo fra cento anni. La merkaba deve essere con te per aprire le porte della Terza Dimensione.
10/11/11 - Ci stiamo avvicinando all’11-11-11.
Per chi non lo sapesse in questo giorno c’è l’apertura del Portale della triplice data, un attivatore cosmico che porta un aumento simultaneo delle frequenze vibrazionali.
Questa attivazione è una chiave di volta che lancerà il processo d’ascensione risvegliando una potente sequenza d’apertura di portali intorno al globo. Non è necessario essere fisicamente in qualche posto specifico sulla Terra per ricevere o sperimentare questo “passaggio” attraverso i portali temporali.
Il tutto avviene attraverso il proprio campo merkabico. L’unica cosa è avere con sé o indossare una Merkaba di metallo, possibilmente in argento (oppure in una lega pura come l’oro o il platino, fortunato chi può permettersela)facilita ad andare oltre ad ogni paura, a sciogliere le dinamiche karmiche e le resistenze dell’inconscio non ancora risolte; permette di andare al di là delle illusioni a cui si è abituati nella visione duale della Terza Dimensione.
Diventa quasi indispensabile indossare una Merkaba. Curiosando un po’nel web ci sono Merkaba realizzate con un design elegante e artigianalmente che, oltre ad avere un alto valore spirituale ( fate attenzione, quelle realizzate da maestri artigiani sono da preferire a quelle fatte in serie ) sono anche dei veri e propri gioielli con strass Swarosky, belle da portare al collo o come charms nel bracciale. L’unica avvertenza è quella di ordinarla per tempo, ci vogliono da 2 a 3 settimane per averle, perché sono create a mano.
Essere informati è fondamentale, per ricordare che la forma del tetraedro che si ricongiunge alla Merkaba è estremamente importante in questo particolare periodo storico soprattutto l’11 novembre di questo anno.
Ci stiamo avvicinando al grande cambiamento, liberandoci della mente duale e aprirci alla Mente Cosmica sciogliendo il Karma planetario dalle sofferenze del passato, sia a livello animico che genetico e l’utilizzo della Merkaba ci aiuta nel cammino verso l’unione con il nostro Sè Superiore e ad innalzare le frequenze dei tre corpi, fisico, maschile e femminile, fino a diventare sempre più luminosi e attivi.
"Anche la cometa Elenin ha i parametri orbitali che formano un tetraedro. Richard Hoagland (ingegnere e ricercatore ex Nasa) ha scoperto per l’appunto che la Cometa Elenin ha prodotto una forma geometrica, creata da un campo di forza che ha interagito con il flusso di particelle cariche – protoni ed elettroni – liberate dal Sole con l’eiezione di massa coronale. Questo è ciò che ha reso il campo di Elenin improvvisamente e straordinariamente visibile, come un inconfondibile tetraedro tri-dimensionale" (Tratto dalla legge del Tempo). TESTO PUBBLICATO DA Cesarita Nicoli di Cesarita Nicoli
(Fonte notizia: Merkaba) |
| Questo è il tempo della testimonianza' - domenica 6 novembre 2011 |
| Le maestranze del grande agnello - domenica 6 novembre 2011 |
| MER-KA-BA - lunedì 31 ottobre 2011 |
| SAMHAIN - lunedì 31 ottobre 2011
Samhain
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un falò di Samhain durante una celebrazione Wicca.
Samhain (in irlandese IPA: /ˈsɑː.wɪn/, /ˈsaʊ.ɪn/ o /ˈsaʊn/, ma comunemente pronunciato /'sam.aɪn/[senza fonte] o all'inglese /'sam.eɪn/ fuori dall'Irlanda), scritto anche Sauin (alla mannese) e chiamato anche Samonio initaliano[senza fonte], è una festa di origine gaelica che si celebra tra il 31 ottobre e il 1º novembre. Il nome Samhain è in irlandese moderno, e deriva da una parola in irlandese antico, samain, samuin, o samfu
in, che potrebbe significare "fine dell'estate".[1] È anche una festività neopagana che si celebra negli stessi giorni, in particolare nelCeltismo e nella Wicca; secondo la Ruota dell'Anno, nell'emisfero australe Samhain si celebra tra il 30 aprile e il 1º maggio.[2][3]
Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose sia quelle folcloristiche, hanno origine da un'antica festività delpaganesimo celtico che si suppone abbia influenzato anche la festa popolare di halloween e la festività cristiana diOgnissanti. In irlandese moderno Samhain è il nome del mese di novembre.[1]
Storia
Benché nel Calendario di Coligny, l'unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i celti, l'unica festa chiaramente indicata siaTrinuxtion Samoni (Samonios), tradizionalmente si ritiene che dividessero l'anno in due parti: inverno detto " geimhredh" (il cui inizio era segnato dalla festa di Samhain) ed estate detta "samradh" (di cui l'inizio era segnato da Beltane). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell'anno agricolo che iniziava con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l'inverno.
La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principale del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto. Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Anche in epocacristiana i villici usavano lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato (il bestiame aveva un ruolo prominente nel mondo gaelico pre-cristiano). Una volta che i falò erano stati accesi, tutti gli altri fuochi venivano spenti ed ogni famiglia prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara.
Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.
Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell'immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi ed il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Naturalmente, questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali.
Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh, "Festa dei Morti"). Questo era il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell'ordine ed al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le tribù erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l'avvento del Cristianesimo.
Samhain fa parte dei momenti dell'anno che segnano tangibilmente il ritmo solare - lunare - agricolo ed è una festa di distruzione e ricostruzione del tempo cosmico, per cui chi non vi partecipa rischia di essere distrutto poiché è escluso dal tempo. A questo proposito in un testo ogamico sta scritto che “chi non veniva ad Emain in occasione della notte di Samhain perdeva la sua ragione. Si provvedeva ad alzare il tumulo, la sua tomba e la sua pietra tombale nella mattina seguente “ (“Ogam”, XI, 61). L'autorità reale è sospesa, il re subisce la morte rituale, è annegato in una botte di vino e la sua casa viene incendiata (“Ogam” , VII, 38).[4]
Samhain è una festa mitico-rituale che presenta evidenti aspetti di culto orgiastico, di rottura delle norme tradizionali e di riti di propiziazione e fecondazione. A quest'ultimo proposito antichi testi gaelici irlandesi parlano di sacrifici di primogeniti di animali (è dubbio che venissero eseguiti anche sacrifici umani), offerti all'idolo Cromm Cruaich (“Testa del Tumulo”). Tale uso crudele sarebbe stato abolito da San Patrizio (" Dindshenchas di Mag Slecht "; Vita Triplice, I, 90-91).[4]
Infine, dal punto di vista dell'ordine cosmico, il sorgere delle Pleiadi, le stelle dell'inverno, segna la supremazia della notte sul giorno. In alcune parti dellaBretagna occidentale, si usa cucinare le kornigou, torte a forma di corna di cervo, a simboleggiare il Dio cornuto che perde le corna prima di ritornare nel suo regno nell'Aldilà.
La festa in Italia
Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni 9, 11 e 13 maggio. Con la cristianizzazione venne istituita la festa di Ognissanti (1º novembre), mentre il 2 novembre si celebra il Giorno dei morti. Attualmente nei paesi di cultura anglosassone si celebra invece la festa di Halloween.
Nel Neopaganesimo
Samhain è oggi ripreso nella cultura neopagana. È uno dei Sabba per gli wiccani (nello specifico quello in cuiallegoricamente il Dio muore e la Dea ne piange la scomparsa[3]) ed è una festa etnica tradizionale per iricostruzionisti celtisti. Questi ultimi lo celebrano nel rispetto più scrupoloso possibile delle usanze celtichestoriche.[5][6]
La festività corrispondente nel Neopaganesimo Germanico è Winternights (anche chiamato Winternacht, Vetrablot oVetrnætr [Veturnètur]).
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| positive thinking subliminals - lunedì 24 ottobre 2011 |
| 28.10.2011 - domenica 23 ottobre 2011 |
| MABON - venerdì 23 settembre 2011BUON MABON
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| Attivazione 12 strati DNA - mercoledì 21 settembre 2011Ciao a tutti, vi segnalo il link, dove troverete come attivare i 12 strati del DNA elaborata da Diego Cozzuol, troverete anche l'intento per radicare, rivivificare e rinforzare in noi la consapevolezza dell'attivazione del DNA Multidimensionale, ed i nuovi intenti per salute, benessere, felicità ecc. e per il rilascio del karma. Inoltre le attivazioni saranno disponibili anche in formato mp3 che potrete scaricare. Namastè. Adriana,

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| PURE TONES DNA REPAIR HEALING - giovedì 8 settembre 2011Ciao a tutti, voglio condividere con voi questo video inerente alla riparazione del Dna. Namastè, Adriana
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| MUSICAL RAPTURE - mercoledì 31 agosto 2011Ciao a tutti, voglio condividere con voi questo bllissimo video, vi segnalo anche il link dove potete scaricare gratuiamente la musica in formato mp3. Namastè Adriana
www.fredericdelarue.com
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| NUOVO E-BOOK LOS SALMOS QUE SANAN - domenica 28 agosto 2011
Ciao a tutti, vi segnalo che il mio libro :
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Namastè, Adriana.
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| Solstizio d'estate, notte di San Giovanni - giovedì 23 giugno 2011Cari amici, vi invito a leggere questo articolo inerente al solstizio d'estate e alla festa di San Giovanni. buona lura. Namastè Adriana
Litha - Solstizio d’Estate
(21 Giugno)
Intorno al 21 Giugno il Sole raggiunge lo Zenit, cioè il punto più
alto sopra di noi. Il giorno così si spinge fino alla sua massima
durata e la notte è la più corta dell’anno. In questo giorno inizia
l’estate astronomica, mentre siamo nel pieno dell’estate
agricola, il Solstizio d’Estate viene anche chiamato il giorno di
Mezza Estate, mentre i celtici chiamavano questo giorno Litha
dal nome di una antica Dea simile a Demetra/Cerere.
Come il Solstizio d’Inverno e i due Equinozi, questa festa èun
periodo di stasi, un momento in cui il Sole si trova in precario
equilibrio e per qualche giorno sembra fermo sull’orizzonte e gli
antichi svolgevano riti perchéil Sole ricominciasse il suo ciclo
infinito.
Il Solstizio d’Estate èun grande punto di passaggio della Ruota
dell’Anno, si passa dalla fase crescente del Sole, periodo che
va dal Solstizio d’Inverno al Solstizio d’Estate in cui il giorno
cresce sulla notte, alla fase calante del Sole, periodo che va dal
Solstizio d’Estate al Solstizio d’Inverno in cui la notte cresce sul
giorno. Nei miti nordici questo passaggio èrappresentato
dall’eterna lotta tra il Re della Quercia, sovrano della parte
crescente dell’anno, e il Re Agrifoglio, regnante della parte
calante dell’anno. Lo scontro tra i due Re avviene durante i
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Litha - Solstizio d'Estate
Scritto da Falco
Martedì 09 Settembre 2008 09:17 - Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2009 16:31
Solstizi, durante il Solstizio d’Estate il Re Quercia muore per
lasciare posto al Re Agrifoglio, mentre durante il Solstizio
d’Inverno il Re Agrifoglio perisce per far si che il Re Quercia
possa Regnare. Quando uno dei sovrani muore va nel regno
della Dea Arianrhood (ruota d’argento) per ritemprarsi in attesa
della rinascita. Questa battaglia ècomune in molte mitologie,
esempi sono riportati nel “Ramo d’Oro” di Freazer, e nei libri di
Robert Graves.
Anche in molte tradizioni Wiccan questo duello viene
simbolicamente riproposto, infatti il mito del Re Agrifoglio e del
Re Quercia èpresente nella ritualistica Gradneriana e
Alexandriana, come di molte altre tradizioni piùtarde.
Molte sono le antiche credenze e usanze collegate al Solstizio
d’Estate, una festa indubbiamente collegata alla fertilitàdei
campi, infatti ciòche era stato piantato in precedenza comincia
a farsi visibile, la Terra èrigogliosa, molti frutti e ortaggi
vengono raccolti e mangiati o venduti, per permettere il
sostentamento della comunità Questo si ribaltava nei riti e negli
usi delle popolazioni, in alcuni paesi, come il Galles per
esempio, c’erano e ci sono usanze legate alla fertilitàdella
donna e dell’uomo o alla divinazione nei riguardi dell’amore.
Nella fase di cristianizzazione delle feste rurali al Solstizio
d’Estate èstato sovrapposto la festa di San Giovanni, che è
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considerata una festa per la raccolta di molte erbe, tra cui
l’iperico che èl’erba di San Giovanni, molte sono le tradizioni
legate a questa festa, la piùconosciuta èla raccolta della
rugiada della notte tra il 23 e il 24 Giugno. La rugiada raccolta
in questa notte avrebbe capacitàtaumaturgiche di ogni tipo e in
magia èutilizzata per molti incanti. Altre sono le tradizioni, in
parte dell’Italia viene messa all’aperto una brocca d’acqua con
all’interno un chiaro d’uovo, in Lombardia viene chiamata la
barchetta di San Giovanni, e al mattino del 24 si riprende la
brocca e in base alla forma che ha assunto il chiaro d’uovo ne
si traggono auspici per il proseguo dell’anno, specialmente in
amore, in Brianza se la forma dell’uovo assomiglia ad una
barca gli auspici sono ottimi.
Inutile dire che molte di queste tradizioni sono legate al mondo
rurale e pagano, assorbite peròdalle festivitàreligiose cristiane
senza peròsnaturarne le origini e il senso delle stesse.
Essendo il Solstizio d’Estate un punto di passaggio focale
nell’anno agricolo e astronomico èe rimane una festa dedita
alla fertilità ma soprattutto all’introspezione, si dovrebbe
analizzare il periodo percorso per poter nello sprint finale della
Ruota dell’Anno porre in essere quegli aggiustamenti necessari
per avere un ottimo “raccolto” nelle festivitàsuccessive.
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Litha - Solstizio d'Estate
Litha - Solstizio d'Estate
Scritto da Falco
Martedì 09 Settembre 2008 09:17 - Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2009 16:31
Scritto da Falco
Martedì 09 Settembre 2008 09:17 - Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2009 16:31 |
| Una salda conoscenza - mercoledì 1 giugno 2011Una salda conoscenza dei desideri fa riportare ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perchè questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, per allontanarci dalla sofferenza e dall'angoscia.
tatto da: Sulla felicità di Epicureo
Buona riflessione, namastè Adriana |
| Wesak - martedì 17 maggio 2011Ciao a tuttvi invito a leggere questo interessante articolo sul Wesak dell'amico Pietro Cascino. Namstè Adriana
La valle del Wesak
La valle del Wesak si trova nell'Himalaya, in una zona impervia fra la catena del Karakorum e quella del Kun Lun, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi più sacri del pianeta. In una delle sue valli, la cui posizione è segreta, si celebra annualmente il rituale e molte migliaia di persone si mettono in cammino da tutto il continente indiano con mezzi di fortuna per parteciparvi.
È una valle chiusa a nord-est, da una grande roccia bianca, venata da un minerale luccicante. Un grande masso squadrato, dell'identico minerale, lungo circa 4 metri e largo 2, utilizzato da sempre come altare, ne delimita l'imboccatura. Questa è la valle in cui si svolge il Wesak, un luogo sacro a cui non si giunge mai per caso, ma soltanto quando si è pronti interiormente. Una valle sacra in uno dei luoghi più magnetici del pianeta.
Il significato del Wesak
Il Wesak è una festività orientale molto antica; appartiene alla tradizione buddista, ma la sua grande Benedizione è destinata a tutta l'umanità.
La Tradizione indiana narra che cinquecento anni prima di Cristo, il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo dell'illuminazione divenendo così un "Buddha", cioè un risvegliato, liberato dalla necessità di tornare a incarnarsi ancora sulla Terra. Il Buddha, muore nell'anno 483 avanti Cristo, nel mese del Wesak (maggio), nella notte del plenilunio. Raggiunge la soglia del Nirvana, il Luogo della grande Liberazione, una volta varcata quella soglia, sarà libero dal doloroso ciclo della rinascita e della morte, si troverà immerso nella luce e nella beatitudine eterna.
Mentre sta per varcare quella fatidica soglia, il Buddha si arresta, si volge all'indietro e guarda il genere umano sul pianeta che ha appena abbandonato... Vede tutti gli esseri sofferenti, malati, esposti alla violenza della natura e dei loro stessi simili, e il suo cuore compassionevole prova pietà. Su quella soglia di beatitudine il Buddha si ferma, non ha il coraggio di proseguire e così, dinanzi a tutti i grandi Esseri della Gerarchia pronti ad accoglierlo, formula il solenne giuramento:
“Ogni anno, nel momento esatto in cui si forma il plenilunio nella Costellazione del Toro, tornerà sulla Terra a portare la Sua benedizione, la sua mano tesa per aiutare ed incoraggiare l'evoluzione spirituale dell'umanità”.
Durante la Festa del Wesak si viene a stabilire un rapporto unico che collega la terra, il Sistema Solare, lo Zodiaco Minore e lo Zodiaco Maggiore. In modo più preciso, le energie Cosmico-Spirituali dallo Zodiaco Maggiore le cui costellazioni rappresentanti sono l’Orsa Maggiore e le Pleiadi vengono accumulate nella magnifica stella fissa di Aldebaran, cioè “il terzo occhio” della costellazione del Toro. Da qui le energie vanno fino al Sole.
Dall’entità vivente che noi chiamiamo il Sole, l’energia, arriva a Venere e alla Luna, poi al nostro Logos Planetario, e infine da Sanat Kumara al Buddha, il quale le passa al Cristo (i non cristiani vedono il Cristo come il Maestro dell'Amorevole Gentilezza, dell'Amore e della Compassione); tramite il Cristo esse raggiungono i Maestri di Saggezza e il regno degli Arcangeli e degli Angeli che a loro volta le trasmutano passandole agli Iniziati, discepoli ed aspiranti sparsi per il mondo e che a loro volta la trasmettono all’Umanità e da questa ai regni animali, vegetale e minerale.
All’avvicinarsi dell’ora del plenilunio iniziano a giungere i Grandi Esseri vestiti di bianco, e poi nei loro corpi eterici i Tre Grandi Signori:
IL CRISTO, Il Signore dell’Amore,
IL MANU, Il Signore del Potere e delle Forme Viventi
IL MAHACHOAN, Il Signore della Civiltà.
I Tre Grandi Signori seguiti da altri Maestri di Saggezza iniziano a formare diverse figure geometriche come il cerchio, la croce, la stella etc... intonando dei Mantram o Invocazioni.
Ad un certo punto, dopo un cerimoniale ben preciso e dopo un’invocazione del Cristo, compare in alto nel cielo il Signore Buddha che riversa la Sua Benedizione tramite il Cristo e i Maestri di SAGGEZZA su tutto il Mondo.
E’ il momento più sacro dell’anno, il momento in cui l’Umanità e la Divinità s’incontrano. Il Cristo, che funge da Grande Celebrante innalza allora la Coppa di Cristallo piena di acqua e distribuisce quest’acqua benedetta agli iniziati, discepoli e a tutti i presenti nella valle.
Così una volta all’anno al Plenilunio del Toro l’Umanità è ricaricata di Forza Divina, il Divino discende sulla, terra, e l’Umanità si alza di anno in anno di più verso il Divino.
Attraverso questa meditazione abbiamo una grande opportunità, di purificare i nostri corpi fisico, eterico, emotivo e mentale, ripulendo i ciechi impulsi, i sentimenti negativi e le separazioni, lo scoraggiamento e la depressione, le illusioni e i pensieri fangosi, per rimanere saldi nella luce della nostra consapevolezza spirituale.
Il Wesak è il momento in cui si compie il più intenso sforzo spirituale di tutto l'anno da parte della Gerarchia dei Maestri per avvicinarsi all'umanità, e nello stesso tempo, è uno dei momenti in cui gli esseri umani hanno la possibilità di innalzarsi verso la Gerarchia dei Maestri.
Questo momento segna profondamente la vibrazione dei presenti, è come se un sigillo di luce venisse impresso nella loro aura, un sigillo che li renderà ben visibili e riconoscibili da parte dei Maestri. Da quel momento coloro che sono pronti a fare il passo successivo verranno innalzati e sorretti.
Cambiare
Il Wesak influirà sulla vita di ognuno che vi avrà partecipato, anche chi vi è giunto "per caso", per il solo fatto di esservi arrivato vedrà cambiare la propria vita, a volte in maniera impercettibile comincerà a volgersi verso ideali superiori.
Coloro che prendono parte alla cerimon
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